Un investitore individuale non sempre ha il tempo per dedicarsi alla conoscenza di un singolo titolo azionario come farebbe un investitore professionale. Ciò è dovuto agli impegni quotidiani da incastrare tra loro.
In suo soccorso arrivano i fondi comuni gestiti da società specializzate nella gestione patrimoniale, e i fondi negoziati in Borsa. I primi sono accessibili essenzialmente attraverso la propria banca, i secondi possono essere selezionati anche attraverso la piattaforma di un broker regolamentato.
Entrambi gli strumenti di investimento favoriscono l’investitore individuale nel ridurre il carico di lavoro in fase di scelta delle azioni da comprare. Scopriamo le differenze.
Fondi comuni di investimento e fondi negoziati in borsa
I due strumenti hanno in comune l’essere dei fondi, ma li differenzia la gestione. I fondi comuni prevedono una gestione attiva da parte del gestore del fondo, significa che il portafoglio di asset varia nel corso del tempo per inseguire il risultato.
I fondi negoziati in Borsa, il cui nome originario è exchange traded fund (ETF), sono fondi passivi la cui composizione è statica e può variare nel tempo solo marginalmente. Di solito la composizione dell’ETF varia se l’indice azionario a cui è collegato aggiorna il paniere di titoli inclusi.
Altra differenza sostanziale tra fondi comuni ed ETF risiede nella negoziazione. I primi non sono negoziati in Borsa, ma gestiti dall’emittente (BlackRock, Fidelity). All’opposto gli ETF sono quotati nelle borse valori e per questo un investitore individuale può acquistare e vendere le quote quando vuole, anche più volte al giorno.
Ed è per tale motivo che gli investimenti in ETF interessano un numero crescente di persone desiderose di gestire direttamente le proprie risorse finanziarie.
Gli ETF si distinguono, inoltre, per l’ampia possibilità di diversificare il capitale tra settori e non solo all’interno di un solo comparto industriale. Sono disponibili ETF legati al turismo e alle navi da crociera, altri legati all’industria dell’intrattenimento e dei parchi tematici, altri ancora guardano alle attività marittime. Senza tralasciare gli ETF collegati alle risorse forestali e più in generale alle risorse naturali estraibili.

Come sono strutturati gli ETF?
Soffermandoci sugli ETF scopriamone la struttura di base. Un fondo negoziato in Borsa viene sviluppato a partire da un indice azionario già costituito. Quest’ultimo può essere l’indice Ftse Mib di Borsa Italiana, oppure l’indice S&P 500 americano.
Il fondo passivo viene quindi strutturato per rispecchiare il più fedelmente possibile la composizione dell’indice di riferimento, detto anche benchmark. Gli investitori non acquistano direttamente le azioni dell’indice, piuttosto mettono in portafoglio quote dell’ETF. Il gestore del fondo passivo utilizza la liquidità raccolta per acquistare le azioni dell’indice.
Tuttavia, a differenza dei fondi comuni che prevedono meccanismi di restituzione del capitale dopo alcuni giorni dalla richiesta, gli ETF consentono all’investitore di scambiare le sue quote quando preferisce e, grazie a strumenti di trading più avanzati, può esporsi sui soli prezzi del fondo negoziato. Una caratteristica quest’ultima che permette di provare a trarre vantaggio anche dalla discesa dei prezzi, fisiologica nei mercati finanziari.
Dunque acquistare “pacchetti” di azioni è possibile affidandosi ai fondi comuni e agli ETF, con i secondi che offrono una maggiore accessibilità e una gestione posta direttamente nelle mani dell’investitore individuale.
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