"Il destino di Ventimiglia non può essere deciso nel ristorante di un fondo speculativo. Eppure è lì che alcuni giorni fa si è discusso del futuro della città, alla presenza di alcuni imprenditori locali che, per quanto diano lavoro a tanti, non rappresentano la strada del rilancio. Se davvero avessero avuto la capacità di far rinascere Ventimiglia, lo avrebbero già dimostrato negli anni passati". Interviene in questo modo Maria Spinosi (Movimento 5 Stelle).
"La vera responsabilità - prosegue - è però della politica: un’amministrazione comunale e regionale incapace di dettare l’agenda con scelte coraggiose e lungimiranti, che si limita a recepire le sole iniziative private senza perseguire l’interesse pubblico. La verità è sotto gli occhi di tutti. Il nuovo porto appare deserto, silenzioso, artificiale: un “mondo a parte” che non attrae la comunità. Annunciato come scintilla del rilancio, non ha portato finora alcun beneficio concreto: nessun rilancio economico, nessuna ricaduta sociale, zero ricchezza distribuita sul territorio. Il Parco Roja è fermo da anni, tra promesse e annunci mai realizzati. Gli invitati alla cena che ha acceso i riflettori sul futuro della città erano: Dorothy Constantine, presentata come imprenditrice internazionale ma conosciuta soprattutto per i legami mondani e l’affare del Twiga, dove con 1.500 euro ottenne una quota poi rivenduta a Briatore per 300.000; Robert Thielen, l’investitore 'fantasma' che scompare e riappare, delle cui risorse si sa poco o nulla; Alfonso De Titta, ennesimo nuovo amministratore della società di gestione fondi Namira fino al successivo cambio, una girandola che non assicura né visione né stabilità".
"Insomma - termina Maria Spinosi - Ventimiglia non è in vendita, non ha bisogno di speculatori, vetrine vuote e progetti calati dall’alto. Ha bisogno di lavoro vero, di un Parco Roja finalmente operativo, di tutela per l’ambiente e per il commercio locale. Non ci faremo ingannare dalle passerelle e dai brindisi esclusivi: la forza di Ventimiglia è nella sua gente, nei quartieri, nel mercato, nella storia che resiste".














