Mercoledì scorso a Roma, all’Università Unitelma Sapienza, Giancarlo Memmo ha conseguito la sua seconda laurea. La Commissione presieduta dal Prof. Pier Luigi Petrillo, ordinario di Diritto Pubblico Comparato e la Chia.ma Relatrice Prof.ssa Angela Bagnato, professore a contratto di Politica e Organizzazione dei Servizi Sociali, gli hanno conferito la Laurea Magistrale in Management Pubblico ed e-government (classe LM-63), con 106/110.
"La scelta del lavoro da me svolto ha posto l’accento sugli aspetti teorici economici e filosofici degli spazi di gratuità all’epoca dell’economia di mercato. Dopo la mia esperienza in terapia intensiva durante la pandemia che ha aggravato la mia Sclerosi Multipla, il fatto che sono tornato “indietro” dal coma vegetativo alla vita possibile di oggi, mi ha fatto decidere di dare significato alla mia “nuova vita” con il servizio gratuito agli altri e con una base teorica connaturata alla mia identità, credo ben espressa dalla tesi “Economia del dono”. Il lavoro è ricco di approfondimenti economici e di dati statistici attuali e ha lo scopo di suscitare una riflessione per aumentare la consapevolezza degli operatori politici e sociali, dei cittadini tutti. Per questo sto lavorando a un saggio che conterrà sostanzialmente la trasposizione della tesi in modo divulgativo e che spero di poter presentare al più presto".
"Infine con l’occasione voglio ringraziare per il grande supporto logistico nei trasferimenti l’Auser di Roma e del Lazio, i presidenti Lorenzo Rossi e il giovanissimo Michele Sicca, credo con i suoi 25 anni, il presidente Auser più giovane d’Italia a testimonianza del “ponte intergenerazionale” che l’Associazione Auser vuole creare. Ma il contributo dell’Auser a Roma non sarebbe stato possibile senza il prezioso lavoro della “Sala Blu” di Rete Ferroviaria Italiana, un servizio davvero eccellente per il trasporto in ferrovia dei passeggeri disabili in grado concretamente di rimuovere tutte le barriere architettoniche. Sono davvero riconoscente a tutti voi per questi esempi virtuosi di “buone prassi” che riescono ancora a cementare la nostra convivenza civile".















