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Attualità | 07 luglio 2025, 09:58

Athos: viaggio del sanremese Dario Daniele nella Montagna più sacra d’Europa, dove il tempo si è fermato (Foto e Video)

Durante il mio cammino ho parlato con i monaci, alcuni dei quali vivono in solitudine assoluta

Nel cuore della Grecia nord-orientale, sul terzo dito della penisola calcidica, si trova uno dei luoghi più misteriosi e affascinanti d’Europa: la Repubblica monastica del Monte Athos, territorio autonomo e governato dai monaci sulla base di antichi trattati. Lì il tempo sembra essersi fermato. Vi ho soggiornato due volte, ottenendo un'estensione del permesso speciale – il diamonitirion – per visitare i venti monasteri e incontrare persino gli ultimi eremiti che vivono aggrappati alle pareti rocciose del Monte Sacro, un’imponente vetta granitica che si alza dal mare fino a 2.033 metri.

I monasteri bizantini, stracolmi di opere artistiche, appaiono come castelli sospesi tra cielo e mare, circondati da foreste primordiali, con tramonti splendidi e un mare cristallino. Tutto intorno è silenzio, bellezza, spiritualità. Non vi sono città, strade o turismo: solo natura, preghiera e accoglienza. Per arrivarci, dalla città di Salonicco ho raggiunto Ouranoupolis, da cui partono i battelli per Dafni, il piccolo porto di accesso. Lì comincia l'esperienza: monasteri come Dochiariou, Panteleimonos (il più grande), Simonos Petras (che sembra sospeso nel vuoto), Gregoriou o Magistis Lavra, si susseguono come in un sogno. Ogni struttura custodisce affreschi, icone, biblioteche antiche, cupole e torri. I monaci, circa 1.500, appartengono a varie tradizioni ortodosse e vivono in comunità o in eremitaggio. I pellegrini (tutti uomini perché alle donne, secondo una regola millenaria, non è concesso l’accesso) sono ospitati gratuitamente per una notte nei monasteri, accolti con gentilezza e semplicità.

Durante il mio cammino ho parlato con i monaci, alcuni dei quali vivono in solitudine assoluta. Il loro amore per il divino si manifesta nella cura della bellezza e nell’ospitalità. Un monaco di una skite è diventato per me un amico, e spero di tornare presto a trovarlo. Mi ha detto che ora posso andarci quando voglio e restare tutto il tempo che ritengo necessario. Non si viene sul Monte Athos per fare del turismo, ma si viene per cercare di capire e per fare un viaggio, nel silenzio, anche dentro se stessi. Perché questo è un luogo dove il tempo è sospeso, ed è possibile fermarsi, ascoltarsi e vivere così una intensa esperienza spirituale. Malgrado gli assedi dei pirati, i saccheggi dei crociati, i terremoti e gli incendi, l’invasione dei turchi, il Monte Athos è riuscito a resistere a tutte le insidie e a mantenere una non facile coerenza di fondo, senza lasciarsi trascinare dalle tentazioni, a volte distruttive, della modernità.

Ho cercato di raccontare questa incredibile e coinvolgente esperienza nel libro Athos – Viaggio nei monasteri della Montagna senza tempo (TS Edizioni), dove sono contenuti anche un ampio inserto fotografico e i bellissimi disegni del giovane Federico Campagnani, che mi ha affiancato durante il primo viaggio. 

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