Sono 421 le concessioni balneari in provincia di Imperia, includendo anche le spiagge libere attrezzate ed i chioschi-bar, di cui circa ¼ nel solo capoluogo (107). E' uno dei dati che emergono dalla nuova puntata del format “L'Intervista” di cui è protagonista Antonio Parolini, affermato commercialista e revisore dei conti in molti enti e società, impegnato nell'assistenza a molti imprenditori del settore. Che nel solo Imperiese “vale decine e decine di milioni di fatturato”, ma deve fare i conti con le regole a favore della libera concorrenza imposte dalla direttiva europea Bolkestein.
“Entro il 2027 dovranno scattare i bandi per le concessioni demaniali - spiega Parolini - Ma devono essere fatti bene, tenendo in considerazione tutti gli aspetti. Quanto ai canoni, bisognerebbe valutare la specificità: la differenza tra chi gestisce arenili con pochi servizi, lettini e ombrelloni, da chi invece può disporre anche di terrazze sul mare adibite a ristorante, quindi con potenzialità maggiori”. Secondo uno studio di Nomisma il fatturato medio annuo per impresa balneare in Italia è di circa 260 mila euro annui, diviso a metà tra servizi di spiaggia e attività accessorie come bar e ristorazione.
Tra i temi affrontati, la fotografia dell'edilizia popolare in provincia (Parolini è da otto anni l'amministratore unico di Arte); l'avvento dell'intelligenza artificiale nel nostro quotidiano e in svariati campi produttivi, tra vantaggi e potenziali rischi; le condizioni di salute dell'economia nel Ponente e l'importanza del bilancio di sostenibilità. Infine, alcuni aspetti personali e la rivelazione sulle proposte politiche ricevute negli anni, anche dopo essere stato assessore provinciale tecnico con deleghe legate alle sue competenze.














