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Economia | 03 aprile 2024, 10:57

Gli effetti di un cambio di scuola e come facilitare l'adattamento del bambino

Come facilitare questo delicato passaggio? Quali sono le paure più frequenti? Come gestire il primo giorno nella nuova scuola? Tutte le risposte sono in questo articolo.

Gli effetti di un cambio di scuola e come facilitare l'adattamento del bambino

Vista attraverso gli occhi di un bambino, cambiare scuola è un'esperienza che può generare ansia, paura e insicurezza, ma è anche una grande opportunità di crescita personale. Come facilitare questo delicato passaggio? Quali sono le paure più frequenti? Come gestire il primo giorno nella nuova scuola? Tutte le risposte sono in questo articolo.

Quali sono gli effetti di cambiare scuola?

Cambiare scuola rappresenta una sfida non da poco per un bambino. Improvvisamente si ritrova in un ambiente sconosciuto, circondato da facce nuove e routine diverse da quelle che aveva imparato ad amare. È un cambiamento importante che può scatenare una tempesta di emozioni contrastanti: nostalgia per gli amici e gli insegnanti lasciati indietro, apprensione per l'ignoto che lo attende, diffidenza e insicurezza nell'affrontare una nuova realtà per cui non si sente preparato.

Ciò implica per il bambino un processo di adattamento spesso lungo e complesso. Dovrà imparare a conoscere e farsi conoscere dai nuovi compagni, abituarsi a metodi didattici e ritmi differenti, orientarsi in spazi che non gli sono familiari. Tutto questo può facilmente tradursi in uno stato di disorientamento e vulnerabilità. Alcuni bambini tendono a mostrarsi remissivi e insicuri, altri più ostili e polemici.

In ogni caso, è importante che i genitori sappiano riconoscere questi campanelli d'allarme e comprendano che non si tratta di capricci, ma di normali reazioni a un cambiamento epocale nella vita del bambino.

Cosa genera paura e stress nel bambino?

L'incognita è la principale fonte di timore per il bambino che deve cambiare scuola. Non sa cosa lo aspetta né chi incontrerà sulla sua strada. Sente di perdere il controllo su una situazione che fino a poco tempo prima gli era familiare e che ora sta per essere rivoluzionata. Questo fa inevitabilmente scattare una serie di ansie legate a possibili scenari negativi che si affollano nella sua mente.

A tutto questo si aggiunge il timore di perdere i legami stretti nella vecchia scuola. Seppur elettrizzante, la prospettiva di stringere nuove amicizie è anche ragione di apprensione: riuscirà a mantenere i rapporti con i vecchi compagni o finiranno per dimenticarlo? Senza contare la malinconia per le attività e le routine ormai conosciute a menadito che dovrà abbandonare, sostituendole con abitudini che non sa ancora quanto gli piaceranno.

Insomma, cambiare scuola espone il bambino a una serie di incertezze destabilizzanti. Banalizzare questi timori sarebbe un grave errore, poiché avrebbe l'effetto di aumentare ulteriormente il suo senso di smarrimento. Riconoscerli e accoglierli con comprensione è invece la chiave per aiutarlo ad affrontare serenamente questo passaggio delicato.

Cosa possono fare i genitori?

Il ruolo dei genitori è cruciale nell'aiutare i figli ad attraversare indenni la transizione verso una nuova scuola. Loro, infatti, rappresentano un punto fermo, un'àncora di stabilità da cui i bambini attingono sicurezza per affrontare il cambiamento che hanno davanti. Essere consapevoli di questo è il primo passo per assumere l'atteggiamento giusto: i genitori devono mostrarsi disponibili ad accogliere le preoccupazioni e le paure dei figli con pazienza, empatia e amorevolezza.

Contemporaneamente, devono fare da guida ed esempio positivo, trasmettendo fiducia nel fatto che il cambiamento possa rappresentare una opportunità di crescita anziché un problema da temere. Certo, non sempre è facile mantenere la calma di fronte all'insicurezza dei propri figli. Sarebbe più semplice cedere alla tentazione di liquidare le loro apprensioni come sciocche o irrazionali. Eppure, questo equivarrebbe a negare la loro esperienza diretta del cambiamento, con il rischio di aumentare lo spaesamento.

Meglio invece favorire il dialogo, ascoltare con attenzione i motivi delle loro ansie, per poi aiutarli a inquadrarle da una prospettiva più ottimistica. Presentando la nuova scuola come una porta su un mondo da esplorare, fatto di stimoli ed esperienze inedite, i genitori possono trasformare la paura dell'ignoto del bambino in curiosità e voglia di mettersi alla prova.

Come rendere meno traumatico il primo giorno nella nuova scuola?

Il primo giorno di scuola è da sempre un momento di forte stress per i genitori quanto per i figli, soprattutto se a rendere le cose più complicate c'è un cambio di istituto. E non solo quando i figli sono piccoli: disorientamento e timore si riscontrano anche nei ragazzi delle scuole superiori che cambiano istituto o tornano da un anno all'estero. Per scongiurare che questo primo giorno si trasformi in un'esperienza traumatica, ci sono alcuni piccoli accorgimenti preliminari da adottare.

Innanzitutto, iniziare la giornata con un mood sereno e rilassato. Dedicare del tempo al bambino per chiacchierare, coccolarsi e assaporare la colazione senza l'ansia dell'orologio che incalza. Questo aiuterà a distenderlo.

Poi, per quanto possibile, accompagnarlo fisicamente a scuola e stare con lui mentre conosce gli insegnanti e i nuovi compagni. La presenza del genitore gli trasmetterà sicurezza, percepita come un rassicurante appiglio al suo mondo conosciuto, mentre si immerge nelle nuove dinamiche della classe. Il primo giorno di scuola può essere anche l'occasione per parlare con gli altri genitori e favorire i primi contatti con qualche compagno che sembra sulla sua stessa lunghezza d'onda.

E se nonostante tutti gli sforzi dovesse scoppiare a piangere? Niente panico né ripensamenti. Anche questo fa parte del processo di ambientamento e non c’è nulla di cui vergognarsi o spaventarsi. Basta rassicurare il bambino con dolcezza, ma insistendo con decisione che resti a scuola e provi questa nuova esperienza.

Richy Garino

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