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Cronaca | 14 novembre 2022, 13:06

Migranti, alla frontiera continuano i controlli serrati dei francesi: famiglie con bambini al gelo sotto il ponte di Roverino a Ventimiglia (Foto e video)

L'emergenza resta alta al confine, sparsi ovunque materassi, coperte, indumenti e scarpe

Migranti, alla frontiera continuano i controlli serrati dei francesi: famiglie con bambini al gelo sotto il ponte di Roverino a Ventimiglia (Foto e video)

Come era ampiamente prevedibile nulla è praticamente cambiato, dopo la decisione della Francia di ‘inasprire’ i controlli ai confini con l’Italia. Già venerdì scorso, nel nostro servizio, avevamo evidenziato come non ci fossero particolari differenze a Ponte San Ludovico e Ponte San Luigi e, anche sul piano del movimento dei migranti la situazione non è cambiata.

Gli unici piccoli problemi si sono registrati ieri quando, alla frontiera ‘bassa’ si sono viste alcune code che, nei momenti di punta hanno toccato il chilometro. Ma nulla più. Oggi, con la presenza di molti lavoratori al confine c’è era il timore di un ritorno alle code in stile Covid e, invece, tranne la presenza leggermente superiore della Polizia francese, tutto è filato abbastanza liscio.

Abbiamo voluto concentrare la nostra attenzione sulla situazione migranti e, proprio per questo abbiamo fatto visita alla Caritas Intemelia, dove anche il responsabile Christian Papini ci ha confermato come nulla sia al momento cambiato, rispetto ai giorni scorsi: “Si sono intensificati i controlli – ha detto – ma i passaggi non si svolgono certo ai confini normali, visto che i migranti attraversano le frontiere con i passeur o in altri modi, non certo sulle macchine che sono in entrata. Da noi è rimasto tutto come prima, ma non so come si possano controllare i confini in questo modo. Mi sembra solo una prova di forza e nulla più”. Alla Caritas chi state ospitando: “Da noi arrivano nuclei familiari che solitamente si trovano sotto il ponte di Roverino e lungo il fiume. Trovano un pasto caldo, del vestiario, la possibilità di fare una doccia e possono stare quattro giorni. Non possiamo certo accogliere, tutti, visto che dalla rotta balcanica ne arrivano tanti. Facciamo loro una assistenza legale e poi loro decidono cosa fare, ovvero se restare in Italia o come passare in Francia”. Cosa pensate che potrà accade nei prossimi mesi: “In inverno ci saranno maggiori disagi anche se arrivano meno persone. I problemi potrebbero arrivare in estate quando, con più arrivi e i controlli serrati, si potrebbero ripresentare i fatti del 2015 e 2016. In più c’è la questione del campo di accoglienza e transito. Se non viene aperto la vedo difficile”.

Costanza Amendola ci ha spiegato il lavoro del servizio legale: “Partiamo dall’acquisizione delle richieste di asilo, rinnovi di permessi di soggiorno ma anche prendere contatti con Questure e Ambiasciate. Ma anche di ricerche di lavoro, stilando i curriculum e seguendoli. Alcuni riescono anche a trovare lavoro, grazie all’attivazione di tirocini da parte delle associazioni che collaborano con lo sportello socio-legale, collaborando con aziende e realtà lavorative”.

Abbiamo anche parlato con Abdul, partito dall’Africa nel 2012: “Sono andato in Libia dove ho lavorato per un periodo e poi sono scappato, arrivando in Italia con un piede rotto. Sono stato operato in Italia nel 2016 e sono stato tre mesi al campo Roya. Quindi sono andato alla Croce Rossa, grazie alla quale ho fatto le procedure per i documenti. Ho fatto un anno di servizio civile alla Caritas, dove continuo a dare una mano quando non lavoro”. Sei un esempio per chi sta arrivando: “Si, perché all’inizio anch’io venivo a prendere vestiti e a mangiare ma, poi pian piano sono riuscito a sistemarmi. Mi trovo bene in Italia”. Cosa pensi delle nuove chiusure della Francia: “Quel paese non mi è mai piaciuto”. C’è una storia di migranti che ti ha toccato profondamente: “Sicuramente quando sento parlare di chi si accoltella e si ubriaca. Mi fa male vedere quelle persone sotto il ponte di Roverino”.

Carlo Alessi - Elisa Colli

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