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Cronaca | 28 luglio 2022, 16:45

Sanremo: dà in escandescenze al pronto soccorso, la sua versione dei fatti "Ho alzato un po' la voce ma ero esasperato"

L'uomo, un commerciante di Taggia, era preoccupato perchè il figlio era in attesa per una vasta ferita alla caviglia e non era stato curato dopo 12 ore di attesa.

Sanremo: dà in escandescenze al pronto soccorso, la sua versione dei fatti "Ho alzato un po' la voce ma ero esasperato"

L’uomo che ha dato in escandescenze l’altra notte al pronto soccorso dell’ospedale di Sanremo (QUI) ha voluto dare la sua versione dei fatti. Si tratta di Paolo Devoto, noto commerciante di Taggia che ci ha spiegato i motivi della sua arrabbiatura.

“Il ferimento di mio figlio, che ha 32 anni – ci ha detto – sembrava poter essere risolto a casa ma, vista la gravità del fatto, a mezzogiorno l’ho mandato in ospedale. Dopo quasi 12 ore ho chiamato il centralino dell’ospedale ma nessuno mi ha mai risposte e ho deciso di chiamare il 112, per andare a controllare l’accaduto. Mi è stato risposto che non sarebbero potuti intervenire, perché le pattuglie erano occupate”.

A quel punto Devoto ha deciso di andare direttamente in pronto soccorso per capire l’accaduto: “Una volta arrivato con l’auto nel corridoio dove transitano le ambulanze – prosegue Devoto – ho effettivamente alzato un po’ la voce, ma si può anche capire vista la situazione. Non mi sembrava giusto che mio figlio, che aveva una caviglia aperta e che si vedeva pure l’osso, dovesse aspettare 12 ore per essere cucito, cosa che è avvenuta poco dopo”.

Paolo Devoto ha lamentato l’assenza di una sedia per poter attendere l’intervento: “Mi sembra un po’ esagerato – sostiene l’uomo – perché chiedo solo quelli che sono i nostri diritti. E l’altra notte penso proprio che questo non sia accaduto. Pur rispettando il lavoro di tutti e capendo le problematiche, credo che 12 ore per attendere un intervento del genere mi sembra troppo”.

Carlo Alessi

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