Internet è un universo dalle dimensioni sterminate, animato da una quantità di siti che cresce con una velocità impressionante. Questo significa che anche il numero delle persone chiamate a creare pagine e piattaforme web sono tantissime e, viste le opportunità offerte dal mercato del lavoro, sono sempre di più le persone che vogliono imparare a creare un sito partendo da zero. Ci sono tantissimi corsi di formazione di buona qualità che permettono di approfondire gli aspetti più importanti che compongono il bagaglio tecnico di un programmatore. Uno di questi è proposto da Aulab - una PMI italiana impegnata nella didattica in questo ambito - e punta alla preparazione dei futuri web developer attraverso lezioni teoriche e attività di tipo pratico.
Attirando l’interesse di tante persone, questo particolare settore della programmazione è spesso accompagnato da luoghi comuni e pregiudizi che talvolta non sono rappresentativi della realtà dei fatti. Andiamo a vedere qualche falso mito che caratterizza il lavoro del web developer.
1. Web designer e web developer sono la stessa cosa
I termini in questione vengono spesso usati in modo intercambiabile per descrivere delle figure professionali che nell’immaginario comune assumono contorni molto simili. La verità è che delle differenze ci sono e sono anche piuttosto rilevanti. Entrambi operano per il raggiungimento dello stesso obiettivo, vale a dire la creazione di un sito web, ma mentre il primo utilizza gli strumenti appositi per sviluppare gli aspetti visivi ed estetici del sito, il secondo cura la struttura portante del progetto per garantirne il funzionamento. In alcuni casi una preparazione a tutto tondo permette al professionista incaricato di occuparsi di entrambi gli aspetti, ma solitamente si tratta di piani di lavoro, sì interlacciati, ma distinti.
2. Una volta creato un sito non c’è altro da fare
Il lavoro su un sito non termina con la sua presenza sul web, ma richiederà un impegno continuo in sede di manutenzione e di implementazione. I contenuti devono essere aggiornati spesso e cambiati, sia per garantire la massima funzionalità, ma anche per mantenere alto il livello di competitività e di sicurezza. La gran parte delle aziende agisce sul design del proprio sito ogni 2-3 anni per rimanere al passo con le innovazioni tecnologiche e le nuove frontiere del settore di competenza. Un sito con più di 2 anni, quindi, viene ritenuto vecchio.
3. Per fare il web developer bisogna conoscere tutti i linguaggi di programmazione
Ovviamente non è così, e possiamo dire molto semplicemente che esistono linguaggi che uno sviluppatore deve conoscere, come ad esempio Javascript, HTML/CSS, PHP e JAVA, per avere quelle basi tecniche per operare in questo ambito. Ce ne sono anche degli altri che contribuiranno a rendere il profilo dell’operatore più interessante, ma non devono essere visti come necessari.
Altre caratteristiche importanti sono invece quelle che ineriscono le capacità del professionista di rapportarsi al meglio col proprio team di lavoro, di comunicare coi clienti e di concentrarsi sul progetto sul quale sta operando, tenendo a mente le scadenze spesso molto stringenti.
4. Sito web? Me lo faccio da solo!
Creare un sito web degno di questo nome, con caratteristiche peculiari e perfettamente funzionante, richiede una conoscenza approfondita del settore, ma soprattutto delle basi tecniche inappuntabili. La verità è che tutti pensano di poter fare qualsiasi cosa, sfruttando le risorse presenti in rete, con l’idea che non occorra impegnarsi per arrivare a un risultato finale degno di nota. Il fai da te sarà anche divertente a livello di hobby, ma se si parla di programmazione, non permette di costruire siti web. E non è un caso che le percentuali relative all’occupazione dei web developer crescano con una velocità quasi doppia rispetto a quelle delle altre professioni.














