Per il Giorno del Ricordo, Ventimiglia e la Questura di Imperia hanno reso omaggio alla figura di Giovanni Palatucci con una targa e un albero di ulivo, simbolo di pace, salvezza e prosperità per le generazioni future. La cerimonia di commemorazione si è svolta presso la parte esterna della Scuola media Biancheri, alla presenza del Prefetto della Provincia di Imperia, del Questore di Imperia, del Sindaco di Ventimiglia e dell'Anps di Ventimiglia.
Oggi, 10 febbraio, Giorno del Ricordo, l'Italia rinnova la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. La Questura di Imperia ha deciso di ricordare, nell’anniversario della sua morte avvenuta nel 1945 nel campo di concentramento di Dachau, la figura di Giovanni Palatucci. La targa e l'ulivo sono stati finanziati dalla scuola, dall’Anps e dal Comune di Ventimiglia.
Una cerimonia molto sentita che ha visto la partecipazione di tutti i principali rappresentanti degli schieramenti politici cittadini così come degli esponenti delle forze dell'ordine locali. La targa e l'ulivo sono stati benedetti da Domenico Orlando, vicario di Ventimiglia. Gli interventi hanno visto anche la partecipazione di un alunno delle scuole, Pietro Spano, oltre che del Prefetto Armando Nanei, del Questore Giuseppe Felice Peritore e del sindaco Gaetano Scullino
GLI INTERVENTI E I MOMENTI SALIENTI DELLA CERIMONIA
"L’ex Questore di Fiume, riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” dallo Yad Vashem di Gerusalemme, Palatucci venne inoltre insignito della Medaglia d’Oro al Valore Civile alla memoria dello Stato italiano per aver salvato dal genocidio migliaia di ebrei A Fiume si trovò infatti a dover affrontare e gestire la situazione dei profughi che dai Balcani arrivavano in Italia, quasi tutti ebrei, e l’impatto che le leggi razziali ebbero sulla popolazione ebraica. In quegli riuscì ad organizzare una rete di prima assistenza per salvare i perseguitati dalla deportazione nazista e per questo fu tradotto nel campo di sterminio di Dachau. Il 10 febbraio 1945 morì, a 36 anni, a pochi giorni dalla Liberazione" - è stato ricordato nell'ambito della cerimonia.


































