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Attualità | 22 settembre 2021, 07:14

Crisi tra Triora e Parco Alpi Liguri: per Di Fazio possibile incompatibilità per il presidente Alessandri, il comune vuole cambio di rotta sulle nomine

Il consiglio comunale di Triora ha votato un ordine del giorno con alcune richieste, a partire da una garanzia di presenza nel consiglio del Parco. Se disattese il Comune valuterà di uscire dal parco delle Alpi Liguri. "Non vedo perchè il nostro territorio non debba essere rappresentato. Noi siamo il cuore del parco".

Il sindaco di Triora Massimo Di Fazio ha presentato una possibile incompatibilità per la nomina a presidente del Parco delle Alpi Liguri Alessandro Alessandri. Sono ai ferri corti i rapporti tra il paese delle streghe e l'ente Parco. Ieri, il consiglio comunale triorasco ha messo nero su bianco una serie di richieste per arrivare in primis a ottenere una garanzia di essere concretamente rappresentato nel consiglio del Parco, in quanto Triora non ne fa parte.

Infatti, secondo l'attuale statuto, non tutti i 7 comuni su cui insiste il Parco (Triora, Rocchetta Nervina, Rezzo, Pigna, Montegrosso, Mendatica, Cosio d'Arroscia) possono avere un membro nel Consiglio del Parco.
 Di Fazio siede, nella Comunità del Parco, l'organo che: concorre all’approvazione dello Statuto, collabora alla predisposizione del Piano Integrato dell’area protetta sul quale esprime un parere obbligatorio, esprime il proprio parere obbligatorio sul bilancio di previsione e sul bilancio di esercizio, sui regolamenti e su altre questioni a richiesta del Consiglio. 

Il consiglio, invece, è nominato da Regione Liguria e da luglio di quest'anno è composto oltre che dal presidente Alessandri, già sindaco di Pieve di Teco, anche da: Renato Adorno, sindaco di Rezzo; Piero Pelassa, sindaco di Mendatica; Cristian Rodini, consigliere comunale di Pigna; Lorenzo Cortelli, consigliere comunale di Isolabona. E' all'interno di questo consesso che Triora manifesta la sua assenza. 

Di Fazio a nome del Comune di Triora ha chiesto all’avvocatura di Regione Liguria di esprimersi sulle nomine di luglio: "La nomina di Alessandri a Presidente del Parco pare in palese contrasto con i requisiti soggettivi del consigliere, in quanto lo stesso risulta Presidente del Comprensorio Alpino e come tale, individuato nella Comunità del Parco quale rappresentante dell’Ambito Territoriale di Caccia e del Comprensorio Alpino, una carica alla quale non risulta abbia rinunciato. Quindi è portatore di interessi particolari e in parte divergenti da quelli dell’Ente Parco ma sicuramente che non hanno attinenza con gli interessi generali del parco" - ha denunciato Di Fazio.

A questo quadro si aggiunge anche la posizione assunta dal consiglio comunale di Triora. L'assise del paese delle streghe ha votato all'unanimità (con la minoranza assente) per chiedere che il consiglio del Parco sia composto da rappresentanti di ognuno dei 7 Comuni e il presidente sia trovato tra questi.   

"Nelle nomine non c'è l'equilibrio che viene invece citato nello statuto dell'ente parco - ha spiegato Massimo Di Fazio in consiglio comunale  - Oggi c'è uno squilibrio più verso la valle Arroscia che la valle Argentina. Triora deve avere una maggiore rappresentatività nel Parco, considerando che possiede il 35% del territorio del parco su 7 comuni partecipanti. Non vedo perchè il nostro territorio non debba essere rappresentato. Noi siamo il cuore del parco". 

Le avvisaglie sulla assenza di Triora e di tutti i Comuni dall'ente Parco vanno avanti da 10 anni. Nel 2011, il Commissario Prefettizio di Triora inviò una richiesta formale sia a Regione che Comunità del Parco. Triora prima di quella missiva, aveva assunto anche il ruolo della presidenza con i sindaci Lorenzo Lanteri e Marcello Lanza. Poi è rientrata come consigliere soltanto in tempi recenti, per un anno e mezzo, durante la precedente amministrazione comunale.

"Noi abbiamo più volte chiesto una rappresentanza per migliorare il nostro territorio all'interno di questo parco. Hanno preferito la nomina di un presidente che è al di fuori del Parco (Pieve di Teco non fa parte del Parco Alpi Liguri ndr). - ha aggiunto Di Fazio - Appare chiaro che sia diventata più una questione politica che pratica. Per noi il parco è importante ma deve avere una finalità. Oggi in valle Argentina non c'è, basta vedere le strade".   

Il consiglio comunale di Triora oltre a una rappresentanza ha chiesto  che l'ente parco si adoperi per la sistemazione delle strade di montagna: con particolare riferimento alla strada provinciale che collega Triora a Monesi di Triora, tramite la galleria del Garezzo che è completamente abbandonata nel tratto Gorda Galleria del Garezzo; oltre alla manutenzione ordinaria e straordinaria, compresa la segnaletica di tutti i sentieri escursionistici comunali all’interno del Parco e di Accesso al Parco. 

Se queste richieste saranno disattese, Triora è pronta a valutare di uscire dal Parco regionale delle Alpi Liguri. "Spero di non arrivare mai a una decisione del genere perchè noi vogliamo la valorizzazione del territorio e il Parco può permettere tutto questo. Noi crediamo molto nelle potenzialità di questo ente. - conclude il sindaco di Triora  - E' oggettivo però che in 13 anni non ci sia stata una reale ricaduta positiva sulla nostra vallata. Potremmo anche arrivare a proporre a Regione Liguria di fare un parco della Valle Argentina che a quel punto coinvolga noi e i comuni limitrofi, arrivando fino a Taggia e Sanremo". 

In merito alle affermazioni su Alessandri e la presunta incompatibilità come presidente, abbiamo contattato il diretto interessato che ha preferito non commentare, manifestando serenità sulla sua posizione e rimettendo qualsiasi decisione a Regione Liguria, l'unico ente responsabile sulle nomine al consiglio del Parco delle Alpi Liguri. 

Stefano Michero

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