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Attualità | 21 luglio 2021, 07:11

Imperia: scompare Francesco Brilla, il commosso ricordo dell'Anpi nelle parole del presidente Ugo Mela (video)

Una vita dedicata alla memoria della lotta di Liberazione dalla dittatura fascista e delle gesta dei partigiani, proiettata con generosità a tramandare ideali e valori della Resistenza alle nuove generazioni

Imperia: scompare Francesco Brilla, il commosso ricordo dell'Anpi nelle parole del presidente Ugo Mela (video)

Francesco Brilla non c'è più. Era vicepresidente della sezione Imperiese dell'Anpi intitolata a Ugo Bonfante, colonna portante delle commemorazioni della battaglia di Montegrande che per anni si sono susseguite, e animatore del museo della Resistenza di Carpasio, nel quale accoglieva con quella passione che lo distingueva i visitatori. Al Museo raccontava delle imprese dei partigiani con un trasporto e una conoscenza dei fatti che possiede solo chi ha dedicato una vita a tramandare la memoria dei partigiani, che con il lor sacrificio hanno portato l'Italia a dotarsi di una Costituzione democratica. Solo poche settimane fa era scomparsa la moglie Santina Camiglia, e lascia i due nipoti.

Una vita incentrata sugli insegnamenti e i valori della Resistenza la sua, che tuttavia partigiano non è mai stato in prima persona per motivi anagrafici, benché abbia vissuto in prima persona da ragazzino i drammi della guerra, con il bombardamento della sua casa dal quale usci vivo per poco insieme alla sua famiglia, di saldo orientamento antifascista. 

Per ricordare la sua figura abbiamo incontrato il presidente della sezione di Imperia dell'Anpi Ugo Mela, che con lui ha diviso tanti anni di lavoro per tenere viva la memoria della Resistenza e tramandarla ai giovani. 

"Francesco ha vissuto sempre di pane e Resistenza - racconta Mela -. A contatto con i partigiani dai quali ha imparato il modo di ragionare e il suo essere fermo negli ideali, che lo hanno seguito per tutta la vita. Brilla aveva un carattere rude, molto coriaceo, ma allo stesso tempo era una di quelle persone che sotto la scorza di personaggio duro e scontroso aveva una generosità e una bontà d'animo ai massimi livelli. Queste caratteristiche gli hanno permesso di trasferire a tutti  coloro che sono venuti in contatto con lui, compresi i giovani, quegli ideali che lo caratterizzavano".

E' anche grazie a Brilla e al suo impegno che nei primi anni 2000 riprendono le celebrazioni di Montegrande con la festa e il ristorante a fare da cornice alle orazioni e agli interventi in memoria dello scontro fra fascisti e partigiani, così come succedeva nel dopoguerra. Oltre all'organizzazione di Montegrande, per la quale Brilla si è sempre speso con generosità, il suo impegno è stato a lungo dedicato al mantenimento e alla promozione del museo della Resistenza di Carpasio, fino negli ultimi anni della sua vita: "Brilla era l'accompagnatore di giovani e meno giovani all'interno del museo, nel quale raccontava la storia che sta dietro a quegli oggetti, fotografie e lettere che sono lì esposti - racconta ancora Ugo Mela -. Un'opera di divulgazione che portava avanti con una passione e un calore capace di commuovere tutti. Nella semplicità con cui parlava emergeva la sua partecipazione profonda che lo legava a questi eventi e a queste storie. Brilla sapeva indicare cose di cui era a conoscenza solo chi aveva vissuto a contatto dei partigiani non durante la guerra, ma per tutta la vita".

"Ripeto - conclude Mela -, Brilla era uno con un carattere duro e deciso che spesso ci ha anche portato allo scontro, ma un conflitto nel quale ciascuno esprimeva la sua posizione, magari anche in termini molto decisi, e poi si trovava una sintesi. Ricordo che ancora 10 giorni fa avevamo avuto una discussione in una riunione, al termine della quale mi si era avvicinato pe dirmi 'alua cussa fammu de sta cosa lì?', sempre con la volontà di trovare una mediazione. Noi siamo andati avanti 20 anni in questo modo: lui era vice residente della sezione, nonostante spesso gli abbia proposto di diventare il presidente, cosa che lui rifiutava. Brilla era dotato di più carisma di me, era conosciuto da più persone, aveva una passione e una conoscenza della Resistenza infinitamente superiori alle mie: nonostante mi fossi offerto di farmi comunque carico degli oneri burocratici che lui detestava, non c'è stato verso di convincerlo, infatti una delle sue caratteristiche era quella di rifiutare il protagonismo".

Francesco Brilla al Museo di Carpasio parla dell'importanza di ricordare la Resistenza e l'esempio morale che soprattutto i giovani seppero dare, regalandoci la Costituzione democratica:

La redazione si unisce al lutto dei parenti di Francesco Brilla e di coloro che l'hanno conosciuto, apprezzando la sua alta idealità e la sua passione.

Carlo Ramoino

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