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Cronaca | 12 maggio 2021, 14:21

Ventimiglia: migranti e campo di accoglienza, il Vescovo "Ci si deve attrezzare, se lo Stato non interviene mi domando cosa fa"

Dal Vescovo una stilettata anche all'Unione Europea: “Trovo assurdo che l’Europa non riesca e non voglia intervenire sulla Francia, affinchè il paese transalpino faccia o non faccia delle cose. Se siamo un’Unione Europea questa deve mettere dei vincoli ai paesi, altrimenti si perde la funzione di ‘unione’. Come è possibile che due nazioni confinanti, facenti parte della stessa unione, il comportamento così rigido di una delle due danneggi l’altra”.

Ventimiglia: migranti e campo di accoglienza, il Vescovo "Ci si deve attrezzare, se lo Stato non interviene mi domando cosa fa"

“Non è giusto parlare di emergenza, perché sono anni in cui vediamo come il fenomeno sia costante e in significativo aumento quando arriva la bella stagione. Non si può dire che adesso, avviata la primavera, siamo in emergenza. Già mesi fa sapevamo che sarebbe accaduto”.

Sono le parole, precise e dirette, del Vescovo della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo, Mons. Antonio Suetta, commentando la situazione migranti, anche dopo i molti commenti delle ultime ore, l’aggressione di domenica a un migrante e la riunione dei capigruppo di ieri, nella città di confine.

“Non conosco le motivazioni profonde sulla chiusura a suo tempo del campo Roya – va avanti il Vescovo - ma l’osservazione seppur banale, non si può eliminare la soluzione di un problema, senza avere l’alternativa. Chi ha deciso mesi fa di chiudere il campo, doveva essere sicuro che esistesse e funzionasse una alternativa. A mio parere l’unica possibilità è quella di riaprirlo o crearlo in un altro luogo, ma forzatamente a Ventimiglia perché i migranti sono nella città di confine perché vogliono oltrepassarlo”.

Il Vescovo non le manda a dire sulle responsabilità: “Qui, inoltre, non parliamo di parti contrapposte tra migranti e cittadini, entrambi vittime della stessa situazione che è l’incapacità delle Istituzione di affrontare adeguatamente il problema, riducendosi sempre all’ultimo momento, senza investire le risorse necessarie”. Sul fatto prettamente politico ventimigliese il Vescovo preferisce non intervenire: “Capisco che la politica abbia le sue logiche, ma penso che sia più un problema istituzionale, tra l’altro aggravato dalla pandemia”.

Mons. Suetta torna sul fatto che il fenomeno dei migranti sia di valenza più europea che nazionale: “Trovo assurdo che l’Europa non riesca e non voglia intervenire sulla Francia, affinchè il paese transalpino faccia o non faccia delle cose. Se siamo un’Unione Europea questa deve mettere dei vincoli ai paesi, altrimenti si perde la funzione di ‘unione’. Come è possibile che due nazioni confinanti, facenti parte della stessa unione, il comportamento così rigido di una delle due danneggi l’altra”.

E per fortuna che sono presenti sul territorio associazioni e la stessa Diocesi che sono intervenute negli ultimi mesi: “Le risorse, seppur sorprendentemente generose, non possono essere sufficienti perché con la pandemia e le precauzioni sanitarie, solo la forza dello Stato può disporre di risorse adatta a gestire un fenomeno così complesso e consistente sul piano numerico”.

Esiste una soluzione per i prossimi mesi? “O si interviene sul fenomeno alla radice, evitando le cause delle partenze con politiche internazionali che siano di protezione e tutela. Se si prende atto che questo non si può o non si vuole fare e si consentono i flussi, per quanto irregolari, poi ci si deve attrezzare, in modo da non far ‘pagare il conto’ ai migranti e ai cittadini. Se lo Stato non fa questo mi domando cosa fa. Alla fine della favola si fanno tante parole ma pochi fatti. Credo che il problema dipenda dal Prefetto, in quanto rappresentante del Governo sul territorio che, però, deve essere supportato da Roma”.

Carlo Alessi

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