/ Cronaca

Cronaca | 19 aprile 2021, 14:41

Patto camorra-'ndrangheta: arrestato a Sanremo con l'accusa di droga il 46enne Giuseppe Giosefatte Elia

L'uomo, originario di Rosarno in provincia di Reggio Calabria, si trovava di passaggio nella provincia di Imperia. Nel blitz dei Carabinieri, su ordine della Dda di Napoli, sono 26 in tutto le persone coinvolte

Patto camorra-'ndrangheta: arrestato a Sanremo con l'accusa di droga il 46enne Giuseppe Giosefatte Elia

È stato arrestato a Sanremo dai Carabinieri Giuseppe Elia Giosafatte, il 46enne originario di Rosarno, centro della piana di Gioia Tauro in provincia di Reggio Calabria, coinvolto nel maxi blitz scattato stamani su ordine della Dda di Napoli.

L'uomo è accusato di un capo di accusa inerente gli stupefacenti. Secondo i primi riscontri dell'Arma, il 46enne si trovava occasionalmente in provincia di Imperia prima di essere colpito dal provvedimento del giudice partenopeo. 

L'operazione ha riguardato, oltre la nostra provincia, anche quelle di Salerno, Cosenza, Ancona e Reggio Emilia. In tutto sono sono 26 le persone finite in manette mentre sono ammonta a 50 milioni di euro il valore dei beni sequestrati.

I militari dell'Arma avrebbero documentati contatti con le ‘ndrine calabresi per approvvigionamento della droga. I 26 arrestati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di aver fatto parte di due distinte organizzazioni criminali. Il provvedimento di oggi è partito da un’ampia ed articolata attività d’indagine, strutturata anche sul profilo patrimoniale, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e sviluppata dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Torre Annunziata nell’arco temporale compreso tra la fine del 2016 e febbraio 2020, che ha riguardato due sodalizi criminosi di Poggiomarino, in lotta tra loro per l’egemonia di questo territorio, ma capaci di ricercare e trovare un sostanziale equilibrio nell’approvvigionamento comune di sostanze stupefacenti su larga scala.

Al clan storicamente già riconosciuto su quel territorio, riconducibile a Antonio Giuliano ‘o’savariello’, luogotenente del clan Fabbrocino, detenuto presso il carcere di Nuoro, si è affiancata e contrapposta una nuova entità criminale sorta a seguito della scarcerazione del pregiudicato Rosario Giuliano, o’minorenne, solo omonimo di Antonio. Storico sicario del clan Galasso, Rosario Giuliano era rientrato sul territorio di Poggiomarino a partire dal 2016 fruendo dapprima di alcuni permessi premio e poi ottenendo la liberazione al termine di una lunga pena detentiva. Il suo obiettivo era di ricercare occasioni e spazi criminali per affermare l’autonomia di un clan autoctono, proprio nella consapevolezza che il clan dominante su Poggiomarino era capeggiato da Antonio Giuliano proveniente da Palma Campania ed imposto sul territorio dal "ras" Mario Fabbrocino.

L’indagine ha consentito di riscontrare il traffico di stupefacenti attraverso il sequestro di ingenti quantitativi di marijuana e di hashish, con la partecipazione anche di alcune donne e minorenni in qualità di custodi della droga da smerciare. Il clan di Giuseppe Giuliano è risultato operativo soprattutto nel campo dell’approvvigionamento di droga ed è risultato in contatto con la ’ndrina calabrese dei Pesce-Bellocco della piana di Gioia Tauro. Altro settore nel quale è risultato ben inserito il clan è il riciclaggio di denaro sporco all’interno di numerose aziende ubicate anche al dì fuori dei confini regionali.

Secondo l'inchiesta gli affiliati trasportavano la droga nei furgoni del caffè. Affari con la 'ndragheta per creare un impero economico con società e imprese del clan Fabbrocino. Il boss Giuseppe Giuliano, detto o'minorenne, è accusato di aver acquistato la droga grazie ai contatti con la n'drina calabrese dei Pesce-Bellocco della Piana di Gioia Tauro, dalla quale si riforniva di marijuana, attraverso- secondo l'accusa- Giosafatte Giuseppe Elia. Emerge dall'indagine dei carabinieri di Napoli, coordinata dalla DDA, che oggi ha consentito di eseguire 26 provvedimenti cautelari nelle province di Napoli, Salerno, Imperia, Cosenza, Ancona e Reggio Emilia, e di sequestrare beni per 50 milioni di euro, al clan Fabbrocino.

Sulla base dell’inchiesta, è stato emesso un decreto di sequestro preventivo relativamente a beni mobili (7 autoveicoli e 3 motocicli), immobili (14 appartamenti e 8 terreni), rapporti finanziari (88 rapporti finanziari e 8 polizze assicurative), imprese (1 ramo d’azienda, 5 quote di capitale sociale nonché i beni aziendali e strumentali di 13 società), per un valore complessivo stimato in circa 50 milioni di euro.

Ecco i nomi dei 26 indagati:

Giugliano Rosario nato a Poggiomarino il 28.01.1961

Urio Giovanni nato a Napoli 27.01.1961

Cioffoletti Antononietta nata a Eboli il 21.10.1963

Viesti Domenico nato a Casola di Napoli il 25.02.1965

Caputo Teresa nata a Pagani il 07.02.1968

Vorraro Francesco nato a Pompei il 07.02.1968

Elia Giosafatte Giuseppe nato a Rosarno il 19.05.1974

Orefice Giovanni nato a Poggiomarino il 21.12.1974

Iervolino Antonio nato a Poggiomarino il 06.01.1976

Iervolino Salvatore Tommaso nato a Poggiomarino il 22.08.1977

Nappo Giuseppe nato a Scafati il 10.03.1985

Marano Domenico Gianluca nato a Sarno il 18.06.1985

Nappo Antonio nato a Pompei il 15.04.1986

Manzella Alfonso nato a Pagani

Urio Pasquale nato a Cercola

Fontanella Luigi di Gragnano

De Michele Francesco nato a Scafati

Iervolino Michele nato a Ottaviano

Del Regno Giuseppe nato a Battipaglia

Nappo Mario

Sepe Domenico nato a San Giuseppe Vesuviano il 20.07.1990

Vastola Carmine nato a Nocera Inferiore

Giugliano Giuseppe Giuliano nato a San Giuseppe Vesuviano il 27.11.1991

De Filippo Adriano nato a Pollena Trocchia

Sorrentino Cristian nato a Pompei

D’Avino Bruno nato a Castellammare di Stabia il 09.08.1997

Pisciotta Elio nato a Pagani il 11.11.1964

Angela Panzera

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium