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Cronaca | 03 aprile 2021, 07:11

Ventimiglia: non si fermano le 'riammissioni' dei migranti al confine, i francesi presidiano anche la strada ferrata (Foto e Video)

Come si può notare dalle foto, l’ormai nota ‘terrazza’ a picco sul mare, è sempre occupata da molti migranti e dalle associazioni che preparano loro i pasti, oltre ad offrire assistenza sanitaria e legale.

Ventimiglia: non si fermano le 'riammissioni' dei migranti al confine, i francesi presidiano anche la strada ferrata (Foto e Video)

Il tema migranti è sempre più pressante al confine italo-francese di Ventimiglia e, da molti giorni abbiamo registrato una serie di ‘rimpalli’ di numeri tra gli amministratori locali, la Questura e le associazioni umanitarie.

Nei giorni scorsi c’è stato anche chi ha azzardato la presenza di circa 400/500 migranti, ma il numero sembra decisamente inferiore anche se la presenza di giovani extracomunitari a Ventimiglia e nelle sue frazioni è di fronte a tutti. Cercano rifugio soprattutto nelle zone vicino ai binari del parco merci, sperando di trovare una via di fuga su qualche convoglio verso la Francia. Ma anche sulle spiagge della città di confine e sul greto del Roya.

La maggiore concentrazione, però, è solitamente nella zona di Ponte San Luigi, luogo dove tra l’altro avviene il maggior numero di ‘riammissioni’ da parte dei francesi che, negli ultimi tempi anche per l’emergenza Covid hanno acuito i controlli a tutti i confini. La Polizia transalpina, infatti, oltre a verificare con attenzione i diversi mezzi in transito (dove possono a volte nascondersi clandestini) presidiano anche zone di montagna e, come si può vedere tra le foto di Tonino Bonomo, anche i binari. Un agente della gendarmeria transalpina è sempre presente sulla strada ferrata, dove a volte (in modo molto pericoloso) qualche migrante tenta di oltrepassare il confine.

I respingimenti sono davvero tanti, lo abbiamo spesso sottolineato e la conferma ci è arrivata da Jacopo Colomba, responsabile progettuale di ‘Weworld’, una Ong che opera a Ventimiglia dal 2016: “A Ponte San Luigi vengono respinti i migranti anche se oggi (ieri, ndr) è una giornata calma, con circa 20 persone riammesse in Italia. Maggiori i flussi della settimana scorsa con una mezza giornata che ne ha visti ben 100. In generale è molto più difficile passare il confine, per l’intensificazione dei controlli di polizia italiana e francese, soprattutto alla stazione ferroviaria di Ventimiglia, dove vengono scoraggiate le partenze. I metodi per tentare i passare il confine sono i più disparati, tra l’autostrada, il ‘passo della morte’, altri sentieri o la ferrovia con gravi rischi per la loro vita e per la circolazione. Il desiderio di arrivare in altri paesi è forte e difficilmente i migranti desisteranno. Vista l’assenza delle Istituzioni cerchiamo noi di dare loro supporto, almeno per le informazioni necessarie”.

Una situazione, quindi, che sta peggiorando sia per i molti respingimenti dei francesi (forse il motivo più grave per la presenza di migranti a Ventimiglia) ma anche per gli arrivi che, con la bella stagione, stanno aumentando.

Le associazioni umanitarie tentano di dare il loro contributo e, proprio alcuni giorni fa abbiamo pubblicato le foto delle ‘code’ sul piazzale di fronte al cimitero di Ventimiglia, dove circa 200 persone si sono messe in attesa di un piatto caldo ma è proprio la zona di Ponte San Luigi e Grimaldi, quella più ‘battuta’ dai migranti e dove, da molto tempo, è presente un altro luogo dove possono rifocillarsi e trovare aiuto.

Come si può notare dalle foto, l’ormai nota ‘terrazza’ a picco sul mare, è sempre occupata da molti migranti e dalle associazioni che preparano loro i pasti, oltre ad offrire assistenza sanitaria e legale. Un luogo dove si fermano molte persone, anche e soprattutto dopo la chiusura del Parco Roya e per il quale si generano anche diverse lamentele dei residenti. Non è raro, infatti, che la notte alcuni migranti litighino tra loro, creando timori per chi vive in zona.

Una situazione difficile, quindi, che sicuramente si acuirà nelle prossime settimane, sia per l’aumento degli arrivi di migranti che per le restrizioni Covid che, come annunciato ieri dal presidente francese Macron, cresceranno ancora per il mese appena iniziato.

Carlo Alessi

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