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Cronaca | 31 luglio 2020, 17:54

Ventimiglia: da oggi è chiuso il Campo Roya, a Ventimiglia almeno 400 migranti e dalla Francia 50/60 riammissioni al giorno (Foto)

Una situazione che, se al momento non è particolarmente grave, con gli sbarchi al Sud e la rotta balcanica sempre attiva, potrebbe decisamente peggiorare nel corso dell’estate.

Ventimiglia: da oggi è chiuso il Campo Roya, a Ventimiglia almeno 400 migranti e dalla Francia 50/60 riammissioni al giorno (Foto)

Sono almeno 400 i migranti che stanno vagando per Ventimiglia e che tentano in tutti i modi di superare il confine italo-francese, creando non pochi problemi alla città frontaliera, dove da oggi è chiuso il campo Roya e, ad eccezione delle associazioni, non c’è più nessuno che li aiuta.

Il problema più grave è sicuramente quello legato ai respingimenti dei francesi, che mettono alla porta della frontiera almeno 50/60 migranti al giorno, costretti a tornare in Italia e a trovare un nuovo metodo per andare in Francia e quindi nei paesi del resto d’Europa. Trovare un modo per passare il confine: è questo, infatti, l’unico pensiero che frulla nella mente dei migranti che, però, sono tornati ad accamparsi a Ventimiglia.

Non sono certo i numeri del 2015 e dei due anni successivi, ma la situazione rischia di peggiorare. La Prefettura, qualche settimana fa, è stata chiara: “Il Campo Roya non è un albergo!” avevano detto e, effettivamente, è arrivata la decisione di chiuderlo. Ieri le associazioni umanitarie da noi interpellate e anche la Chiesa hanno puntato l’indice contro questa decisione e, per quanto si può vedere dalle foto, effettivamente a patirne sarà sicuramente la città, con i suoi residenti e i turisti.

Secondo l’Amministrazione, che si era pronunciata nei giorni scorsi in merito, con o senza il Campo Roya la situazione non cambia. I migranti bivaccano comunque e vogliono solo passare il confine. Ma, intanto, ci sono anche gravi rischi per loro: spesso si possono vedere girare sui binari ed i conducenti dei treni in manovra alla stazione devono suonare più volte le sirene dei convogli, con la paura di investire qualcuno.

Le aree dismesse dalle ferrovie sono ‘terra di conquista’ per i migranti, alla ricerca di un luogo dove dormire e riposare, magari prima di tentare il passaggio del confine. Ma, nonostante i molti escamotage utilizzati, in tanti vengono poi ‘riamessi’ in Italia e devono riprovare. Una situazione che, se al momento non è particolarmente grave, con gli sbarchi al Sud e la rotta balcanica sempre attiva, potrebbe decisamente peggiorare nel corso dell’estate.

Carlo Alessi

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