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Cronaca | 22 luglio 2020, 12:51

L'ex procuratore Aggiunto di Imperia, Grazia Pradella, coordina pool per l'inchiesta shock sulla caserma dei Carabinieri a Piacenza

Da solo un mese in Emilia Romagna il magistrato, per anni in prima linea nella nostra provincia, ha messo a segno un'indagine senza precedenti. Tortura, spaccio di droga, arresti falsi e pestaggi: questi alcuni dei reati contestati a 22 indagati

Foto estratta dalla diretta della conferenza stampa trasmessa dal Corriere della Sera

Foto estratta dalla diretta della conferenza stampa trasmessa dal Corriere della Sera

Ha preso possesso dell’incarico di procuratore capo di Piacenza “solo” il 25 giugno scorso e da neo capo dell’ufficio ha messo a segno stamani una delle inchieste più delicate degli ultimi anni. Grazia Pradella, che nel 2015 fino appunto al mese scorso,  ha ricoperto il ruolo di Aggiunto presso la Procura di Imperia, ha infatti coordinato l’operazione che ha visto, materialmente, porre sotto sequestro la caserma dei Carabinieri di via Caccialupo. Ed è la prima volta in Italia che viene sequestrata una caserma dell’Arma. 22 sono le ordinanze di custodia cautelare emesse anche nei confronti di sei Carabinieri (uno è ai domiciliari).

Un’inchiesta senza precedenti che vede tra le accuse contestate anche il traffico di droga, estorsione, arresti illegali e tortura. Sotto la lente di finanzieri del comando provinciale e della polizia locale una serie di reati commessi a partire dal 2017. Tra le ipotesi d’accusa ci sarebbero anche certificazioni fornite da un carabiniere in modo da consentire a spacciatori piacentini di raggiungere Milano per rifornirsi di droga durante il lockdown. Inoltre, da quanto reso noto fin’ora (la conferenza stampa con i dettagli è ancora in corso) tra i vari episodi contestati ci sarebbero appropriazione di sostanza stupefacenti, diversi pestaggi e tra questi anche quello di un cittadino arrestato ingiustamente e accusato di spaccio di droga attraverso prove false, costruite ad arte per poter giustificare l’arresto. L’inchiesta nasce dalla segnalazione di un ufficiale dei Carabinieri che ha lavorato a Piacenza.

Un magistrato in prima linea Grazia Pradella che a Imperia si è distinta non solo per la sua professionalità, tanti infatti sono stati i risultati conseguiti in provincia, ma anche per la gentilezza dei modi. L'anno scorso, poi furono raccolte oltre 80 mila firme per la petizione volta a chiedere al comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico la riassegnazione della scorta. Prima di ricoprire il ruolo di Aggiunto ad Imperia, il magistrato è stato anche Aggiunto a Milano e da lì aveva coordinato l’inchiesta bis sulla strage di piazza Fontana. La petizione era stata promossa dal centro culturale "Peppino e Felicia Impastato, e sostenuta dalle nostre testate di Sanremo e Imperia News. 

 

 

 

An.Pa

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