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Attualità | 08 luglio 2020, 18:51

C'è anche l'associazionismo della nostra provincia nel documentario 'Narcotica' di Rai 3 in Colombia

C'è Edilio, 16enne salvato dallo schiavismo della coca da don Rito Alvarez e molti altri giovani che vengono aiutati dagli 'Angeli di Pace' di Sanremo.

C'è anche l'associazionismo della nostra provincia nel documentario 'Narcotica' di Rai 3 in Colombia

E’ prevista per domani sera la prima puntata, ma nella seconda, in onda giovedì 16 luglio, ci sarà anche un pezzo della nostra provincia. Si tratta di ‘Narcotica’ un documentario di Rai 3 che porterà sugli schermi la storia di Edilio, 16enne  primo dei bambini del Catatumbo in Colombia che, aiutato da don Rito Alvarez (oggi parroco a Perinaldo, Soldano e San Biagio della Cima) ce l’ha fatta e non è più uno ‘schiavo’ della coca.

Don Rito è un volto molto noto nell’ambito degli aiuti sociali per l’estremo Ponente della provincia e, in molti lo ricordano per quanto si è speso anche nella vicenda migranti, tra il 2015 ed il 2018. Ma don Rito è anche fondatore della Ong Fundacion Oasis de Amor y Paz che ci conferma: “Il vero protagonista è il nostro territorio, con l’associazione ‘Angeli di Pace’ di Sanremo che, andando in Colombia stanno cambiando la vita di questi ragazzi. Noi, sul territorio provinciale, stiamo facendo capire la tragedia della cocaina, dalla produzione al consumo. Il programma della Rai ‘Narcotica’ è un premio per gli ‘Angeli di Pace’ e tutti quei volontari che dal 2007 ad oggi si sono adoperati per cambiare la vita dei ragazzi e dare un impatto di cooperazione allo sviluppo”.

Ora Edilio ha 16 anni e, quando ne aveva 8, ha iniziato a lavorare nei campi di coca. Vive in Colombia, nella la regione al confine col Venezuela dove lo stato non esiste e tutto è affidato alle regole della guerriglia dell’Esercito di liberazione nazionale. “Sono orgoglioso di essere un Barì – ha detto Edilio - mentre scocca frecce con l’arco tradizionale dei Motilones Barì, la comunità indigena che è stata sterminata prima dai conquistadores, poi negli anni ‘30 è stata decimata da tre compagnie petrolifere degli Stati Uniti con la complicità del governo colombiano che ha varato una legge che autorizzava esercito e polizia ad uccidere gli indigeni che si opponevano allo sfruttamento petrolifero”.

Nei campi lavorano soprattutto i bambini della comunità dei Motilones Barì. Edilio è stato il primo a riuscire a sottrarsi a quella vita, è riuscito a studiare ed a laurearsi grazie alla Fundacion Oasis de Amor y Paz, la Ong fondata dal ‘prete di periferia’ italo colombiano, proprio don Rito Alvarez che dei bambini che lavorano nei campi di coca in Colombia conferma che sono schiavi, iniziano a 5 anni e lavorano per dodici ore al giorno.

La seconda serie di Narcotica riprende il viaggio sulle rotte del narcotraffico in cinque nuove puntate prodotte dal Tg3 e da Rai 3. Torna ad immergersi in quelle zone proibite dove regnano corruzione e violenza, il cui controllo è conteso dai cartelli del narcotraffico, gruppi di guerriglieri, paramilitari, gruppi di polizia autocostituita. Il focus della nuova serie è centrato sulle comunità indigene che in Sudamerica sono assediate dalla violenza dei cartelli di narcotrafficanti che li costringe a lavorare come schiavi nelle piantagioni di coca e di papavero da oppio, e dal disboscamento e dall’inquinamento messi in atto anche e soprattutto dagli stessi narcos. Oltre 1.700 attivisti ambientali sono stati uccisi in quindici anni mentre cercavano di proteggere la loro terra, l'acqua o la fauna selvatica locale. Il numero di omicidi dei difensori della terra nel 2019 è aumentato da due a quattro a settimana.

La prima puntata, in onda domani in seconda serata, ci porta dentro una raffineria di eroina nello stato di Guerrero, in Messico. Per la prima volta le telecamere riescono a riprendere tutte le fasi di produzione di china white, la micidiale eroina che sta facendo strage negli USA e in Canada.

Don Rito Alvarez, che è stato anche parroco alle Gianchette di Ventimiglia, due volte l’anno va a parlare con i capi della comunità Motilones Barì per proporre ad altri bambini la stessa opportunità di studio ed emancipazione che ha offerto ad Edilio. Quest’anno ha dovuto rinunciare a causa della pandemia da Covid-19 ma è pronto a tornare non appena potrà farlo. Proprio in questi giorni doveva seguire il percorso di alcuni bambini in Colombia.

Carlo Alessi

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