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Cronaca | 01 giugno 2020, 17:44

Coronavirus: dichiarazioni del Prof. Zangrillo, parla il primario delle Malattie Infettive di Sanremo "Sono un po' sensazionalistiche"

" Le cose stanno andando bene ma non dobbiamo abbassare la guardia ma continuare con il ‘distanziamento sociale’ e l’uso della mascherina. Da qui a dire ‘è finita’ è un po’ presto".

Coronavirus: dichiarazioni del Prof. Zangrillo, parla il primario delle Malattie Infettive di Sanremo "Sono un po' sensazionalistiche"

“Il coronavirus? Dal punto di vista clinico non esiste più. Mi viene veramente da ridere. Oggi è il 31 di maggio e circa un mese fa sentivamo gli epidemiologi dire di temere grandemente una nuova ondata per la fine del mese, o per inizio di giugno, e che chissà quanti posti di terapia intensiva c'erano da occupare. In realtà il virus, praticamente, dal punto di vista clinico non esiste più". Sono le dichiarazioni di Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele di Milano, alla trasmissione di Rai Tre 'Mezz'ora in piu'.

Dichiarazioni importanti che, ovviamente, hanno fatto il giro delle agenzie e delle redazioni nazionali. Abbiamo voluto capire qualcosa in più sentendo il parere del primario del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale ‘Borea’ di Sanremo, Giovanni Cenderello che, fino a pochi giorni fa era un ‘Covid Hospital’ e che ha visto purtroppo transitare molti pazienti colpiti dal Coronavirus, molti dei quali non ce l’hanno fatta.

“Sicuramente arrivano meno pazienti – ha dichiarato il Prof. Cenderello – e, quei pochi che arrivano, non sono così gravi con un miglioramento del quadro epidemiologico. E’ probabilmente un effetto del ‘distanziamento sociale’ o forse di una mutazione del virus ma non possiamo dirlo ufficialmente perché non abbiamo dati certi al riguardo. Ci sono elementi che ci fanno vedere alcuni raggi di sole e ci stanno tranquillizzando, tenuto conto che dopo le aperture del dopo lock down la situazione epidemiologica è stabile se non in miglioramento. Una dichiarazione come quella del Dottor Zangrillo è un po’ sensazionalistica e rischia, nelle mani sbagliate, di dare delle interpretazioni errate. Le cose stanno andando bene ma non dobbiamo abbassare la guardia ma continuare con il ‘distanziamento sociale’ e l’uso della mascherina. Da qui a dire ‘è finita’ è un po’ presto. Dobbiamo tranquillizzare la popolazione e togliere quell’ansia da catastrofe o da fine del mondo. Il Coronavirus non è più la prima diagnosi che ti viene in mente, perché un mese e mezzo fa quando si vedeva un paziente con la febbre ti veniva in mente subito il Covid-19, oggi on è così. Credo ci sia stato un problema di comunicazione, anche se ognuno esprime quello che vuole. Il Coronavirus oggi è molto più limitato come incidenza di casi rispetto a 45 giorni fa ma questo non deve farci rispettare le regole di base perché oggi siamo in queste condizioni proprio per queste misure”.

Il Prof. Zangrillo ha anche affermato che "Sono tre mesi che tutti ci sciorinano una serie di numeri che hanno evidenza zero, che hanno valore zero. Tutto questo ha portato a bloccare l'Italia mentre noi lavoravamo e adesso noi, che abbiamo visto il dramma, chiediamo di poter ripartire velocemente perché vogliamo curare le persone che altrimenti non riusciamo a curare”.

Affermazioni che portano a capire come il Primario del San Raffaele sostenga che il fenomeno Coronavirus sia stato ingigantito: “Stiamo parlando di 30mila morti in Italia – ha risposto in merito il Dott. Cenderello - e del doppio del tasso di mortalità in Asl 1 nel mese di marzo 2020 rispetto all’anno precedente. Qui non si tratta di aver ingigantito il Coronavirus, che è stato un caso pandemico serio, che ha causato gravi problemi in Italia anche se oggi le cose stanno andando meglio. Ma anche grazie alle misure prese dal Ministero della Salute ed estese a tutto il paese”.

Senza il ‘distanziamento sociale’ e l’utilizzo dei dispositivi di protezione, quindi, anche nella nostra provincia la situazione poteva essere decisamente peggiore? “Assolutamente si”. Le facciamo questa domanda anche in funzione di quanto abbiamo visto in occasione delle serate della movida. Questo protrebbe aggravare la situazione? “Speriamo proprio di no. Sicuramente è successo anche se ora la situazione sia sotto controllo con le persone un pochino più ragionevoli”.

C’è effettivamente un indebolimento del virus, di cui si parla molto nelle ultime ore? “Ci sono dei dati preliminari, non ancora pubblicati, dell’Università di Brescia. Fino a 15 giorni fa non c’era un vero e proprio indebolimento con mutazioni significative con il virus che sembrava analogo a quello di Whuan. Quello che vediamo oggi, invece, potrebbe essere una trasposizione delle precauzioni prese. Visto che i casi molto gravi ed a rischio sono pari al 5%, anche la riduzione dei casi in generale ha ridotto quelli più gravi”.

Abbiamo parlato anche del vaccino ma, secondo il Dottor Cenderello, la situazione non è cambiata: “La sperimentazione sta andando avanti ma, al momento, si rimane sulle date annunciate di fine 2020, o inizio del prossimo anno. Se arrivasse per quel periodo sarebbe un fatto molto positivo”. Il Dottor Cenderello ha fatto anche chiarezza sul fatto che il vaccino non andrebbe a coprire totalmente la sicurezza su un eventuale contagio: “Tutte le vaccinazione hanno un margine di non copertura, ma dipendente anche come verrà utilizzato e adiuvato ma, normalmente, copre una porzione altissima dal contagio”.

Al termine il Dottor Giovanni Cenderello ha confermato i decisi miglioramenti della pandemia ma ha comunque raccomandato la massima attenzione a tutti: “Dobbiamo capire di moderare i toni un po’ tutti e limitare la spettacolarizzazione della medicina. Dobbiamo sempre andare con i piedi di piombo, quando c’è una pressione mediatica così alta. E’ vero, sta andando tutto molto meglio ma andiamoci con i piedi di piombo perché anche noi stiamo lavorando e contemporaneamente apprendendo su questo virus. Si era anche parlato del fatto che il Covid-19 si sarebbe esaurito con il caldo ma, anche in questo caso dobbiamo andarci cauti. Se questo verrà confermato anche dagli studi pubblicati scientificamente con la mutazione del virus, ne saremmo tutti ben felici, ma adesso non abbassiamo la guardia perché non è ancora tutto finito”.

Redazione

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