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Cronaca | 23 maggio 2020, 07:14

Triora: multato bar per assembramento di persone, la titolare "Sto pensando di chiudere fino a quando le regole non saranno chiare”

Due giorni fa Ramona Bruno ha ricevuto una multa da 280 euro per assembramento di persone all’esterno del proprio locale e oggi rischia di essere costretta alla chiusura.

Triora: multato bar per assembramento di persone, la titolare "Sto pensando di chiudere fino a quando le regole non saranno chiare”

“Sto pensando di chiudere il bar fino a quando le regole non saranno chiare per tutti”. 

E’ quanto ha denunciato Ramona Bruno, titolare del bar Vecchi Ricordi di Triora. Due giorni fa ha ricevuto una multa da 280 euro per assembramento di persone all’esterno del proprio locale e oggi rischia di essere costretta alla chiusura. 

 “Il 18 maggio, primo giorno di riapertura, ho ricevuto un controllo da parte dei carabinieri. - spiega Ramona Bruno - Ero tranquilla, eravamo pronti per poter riaprire. Sono passati lontano dai tavoli, senza avvicinarsi, si sono guardati intorno e poi sono andati via. Due giorni dopo, il 20 maggio, sono stata convocata in caserma - racconta - Mi è stata fatta una contestazione sul numero di persone sedute nel dehor e sul mancato rispetto delle distanze. Mi chiedo come sia stato possibile visto che al momento del controllo non è stato misurato alcunché".

"Ci sono rimasta male perché non credo di essere nel torto. Prima della riapertura ho frequentato tantissimi webmeeting sull’argomento con le associazioni di categoria e mi sono documentata sulla base di quello che era indicato nelle linee guida tracciate da Inail e con l’ordinanza di Regione Liguria dove non si parla di numero di persone ma di distanziamento”.



“Quindi per poter riaprire abbiamo posto cartelli informativi, diversificato entrate e uscite, sanifichiamo regolarmente e rispettiamo le distanze. - prosegue - C’è sempre un metro di spazio tra i clienti seduti ai tavoli. Quella sera c’erano una ventina di persone, conviventi o imparentate, quindi con la possibilità anche di stare vicine e nonostante questo abbiamo chiesto il rispetto della distanza tra ogni persona seduta . Si tratta di una misura che noi prendiamo fisicamente e ogni qualvolta abbiamo dei dubbi, utilizziamo un bastone lungo esattamente 1 metro”.


L’applicazione delle misure di distanziamento sociale nei piccoli locali dell’entroterra rischia di diventare un problema più diffuso di quanto si possa immaginare. “Sì, quanto accaduto a me penso che possa succedere anche a molti altri miei colleghi della vallata. Rispetto ai locali in città non disponiamo di grandi metrature e quindi ci si arrangia ma il rispetto delle regole è fondamentale”. 

“Ora sono turbata perchè non si può lavorare così, con le difficoltà di questo momento e la paura di venire multati. - conclude Ramona Bruno - Se queste linee guida sulle distanze non bastano conviene davvero chiudere. Ci sto pensando ma ho una famiglia, con due figli e ho due dipendenti, non si tratterebbe di una decisione a cuor leggero”.

Stefano Michero

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