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Cronaca | 02 aprile 2020, 10:40

Telefoni, Skype e Whatsapp nelle case circondariali: il pensiero del segretario UilPa Fabio Pagani

"Preferiamo non entrare nel merito di una scelta meramente politica che si riflette anche sul senso e la finalità della custodia in carcere e della pena, certo è, tuttavia, che tali misure sono inconcepibili e addirittura scellerate se non si investe parallelamente sulla Polizia Penitenziaria e sulle nuove tecnologie!”.

Telefoni, Skype e Whatsapp nelle case circondariali: il pensiero del segretario UilPa Fabio Pagani

“Con un emendamento al decreto Cura-Italia, il cui disegno di conversione in legge è in discussione a Palazzo Madama, i Senatori Mirabelli, Cirinnà, Valente, Rossomando propongono modifiche strutturali al regolamento di esecuzione dell’ordinamento penitenziario al fine di consentire telefonate quotidiane (anziché settimanali) e della durata di venti minuti (anziché dieci) ai detenuti con i loro familiari.

“Sembrano non bastare – evidenzia Fabio Pagani della UilPa Liguria - i collegamenti Skype e Whatapp oltre ai cellulari acquistati (in questi giorni a loro dire per impedire rivolte). Preferiamo non entrare nel merito di una scelta meramente politica che si riflette anche sul senso e la finalità della custodia in carcere e della pena, certo è, tuttavia, che tali misure sono inconcepibili e addirittura scellerate se non si investe parallelamente sulla Polizia Penitenziaria e sulle nuove tecnologie!”.

Fabio Pagani lancia così l’allarme nel commentare gli emendamenti al Cura-Italia: “E’ bene che si sappia che i contatti telefonici fra detenuti e congiunti sono stabiliti dalla Polizia Penitenziaria dopo una complessa istruttoria, che talvolta le telefonate devono essere registrate per disposizione dell’autorità giudiziaria, che la Polizia Penitenziaria deve vigilare sulla durata e deve correttamente imputare i costi delle conversazioni. A meno di non voler fare pericolosissima demagogia nelle polveriere esplosive che, come si è visto nelle settimane scorse, sono le carceri, va detto che tutto ciò è impossibile con la gravissima e ancestrale inadeguatezza degli organici della Polizia Penitenziaria e con le insufficienti dotazioni strumentali e tecnologiche di cui dispone; persino le linee telefoniche sono insufficienti. Sempreché, ovviamente, non si pensi di autorizzare i detenuti a detenere liberamente telefoni cellulari di proprietà!”.

“Peraltro – incalza il Segretario del UilPa - sempre con emendamenti al decreto Cura-Italia sono previste assunzioni straordinarie per la Polizia di Stato, ma non per la Polizia Penitenziaria, che ancora una volta – l’ennesima – rischia di restare penalizzata rispetto agli altri appartenenti al comparto sicurezza in tutto e per tutto, ivi comprese le risorse stanziate per l’approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale. Invitiamo pertanto tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione – conclude – a promuovere emendamenti per assunzioni straordinarie, nuove tecnologie, equipaggiamenti e dispositivi di protezione individuale per la Polizia Penitenziaria; nonché in favore di misure a costo zero, come l’interpretazione autentica della disciplina per la gratuità del posto letto in caserma e l’introduzione di uno specifico reato che sanzioni chi aggredisca o minacci le Forze dell’Ordine trovandosi in stato di detenzione”.

Redazione

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