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Cronaca | 28 ottobre 2019, 10:36

A Reggio Calabria la seconda parte della requisitoria per il processo 'Breakfast': per l'accusa Scajola era coinvolto nella latitanza di Matacena e Dell'Utri (Foto e Video)

Al banco degli imputati, oltre al sindaco di Imperia Claudio Scajola, anche Chiara Rizzo, Martino Politi e Mariagrazia Fiordalisi

Le immagini dall'aula bunker del tribunale di Reggio Calabria

Le immagini dall'aula bunker del tribunale di Reggio Calabria

È iniziata all’aula bunker di Reggio Calabria la seconda parte della requisitoria del Procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo impegnato a sostenere l’accusa nel processo 'Breakfast'.

Al banco degli imputati l’ex Ministro, e attuale sindaco di Imperia, Claudio Scajola, Chiara Rizzo, Martino Politi e Mariagrazia Fiordalisi, ex moglie ed ex collaboratori di Amedeo Matacena, l’ex parlamentare di Forza Italia attualmente latitante a Dubai dopo aver rimediato tre anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.

Tutti sono accusati di aver fatto parte di una rete di sostegno per la sua latitanza attuando un tentativo di fuga dagli Emirati Arabi in Libano. Oggi sono attese le richieste di condanna da parte del Pm della Dda dello Stretto.

Un pieno coinvolgimento nella latitanza di Dell’Utri sia di Scajola che di Speziali. Tra i due  un continuo scambio di notizie e informazioni” ha detto il Pm in apertura del suo intervento. Per l’accusa infatti, vi è “una sovrapponibilità tra la vicenda di Matacena e quella del senatore Dell’Utri per latitanza in Libano. Scajola era il promotore di una serie di iniziative. Quando hanno arrestato Dell’Utri c’è stato un problema, ma lui aveva la soluzione: trovare un lavoro a Matacena”.

Dell’Utri infatti, dopo essere stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa scapperà nel paese dei Cedri e qui verrà arrestato nell’aprile del 2014: “L’unico a sapere particolari sulla sua latitanza da è Scajola, Speziali ne parlerà molto con lui perché Scajola era autorizzato a sapere”.

Ma, secondo l’accusa l’ex Ministro dell’Interno era “perplesso” per le ovvie difficoltà logistiche che prevedevano la fuga da Dubai in Libano. Perplessità a cui Speziali avrebbe risposto invece, con rassicurazioni dicendo “ho fatto una cosa più difficile, riferendosi a Dell’Utri - chiosa il Pm - figuriamoci questa, ossia la vicenda Matacena”. Per l’accusa non ci sono dubbi: “Siamo in presenza “di un progetto criminale che in quella fase storica lega Scajola e Speziali””.

Per l'accusa Scajola ha quindi un pieno coinvolgimento anche nella latitanza di Dell’Utri: “Non abbiamo le prove, non l’abbiamo scoperto - ha detto in aula il Procuratore Lombardo - ma aggiungo che ancora non l’abbiamo scoperto”, facendo intendere quindi che potrebbero esserci nuovi sviluppi e anche nuove inchieste a carico del sindaco di Imperia.

Dalla nostra corrispondente Angela Panzera

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