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Economia | 28 dicembre 2018, 09:00

Canapa e marijuana: la stessa famiglia di piante dagli usi e proprietà differenti

Canapa e marijuana appartengono alla stessa famiglia, la Cannabis Sativa L., ma hanno caratteristiche che si sono differenziate progressivamente in centinaia di anni di selezione e addomesticamento da parte dell’uomo

Canapa e marijuana: la stessa famiglia di piante dagli usi e proprietà differenti

In un periodo in cui la cannabis è al centro dell’attenzione per i suoi molteplici impieghi e per il boom sul mercato che ha fatto nascere moltissime imprese anche a Sanremo, c’è ancora chi fa confusione pensando che nel negozio sotto casa si possano vendere sostanze stupefacenti.

Canapa e marijuana vengono spesso utilizzate per indicare la stessa pianta, ma anche se è facile cadere in questo equivoco, in realtà ci sono sostanziali differenze. Benché infatti appartengano entrambe allo stesso genere, le differenze sia a livello morfologico che nella composizione dei loro principi attivi, hanno fatto sì che questi due lati della stessa moneta abbiano un impiego e dei principi molto diversi.

Canapa e marijuana appartengono alla stessa famiglia, la Cannabis Sativa L., ma hanno caratteristiche che si sono differenziate progressivamente in centinaia di anni di selezione e addomesticamento da parte dell’uomo. La canapa è stata coltivata e modellata per i suoi prodotti (semi, olio, fibre, cellulosa) sfruttabili per molteplici impieghi, mentre la marijuana è stata coltivata principalmente per i suoi livelli di THC e per i suoi effetti psicoattivi.

Le differenze tra canapa e marijuana sono date dall'uso che ne viene fatto, dalla loro composizione e dalla loro morfologia. Fino a poco tempo fa, le due piante venivano facilmente distinte per il loro contenuto di THC, il cannabinoide che provoca l'effetto psicoattivo. La marijuana ne aveva sempre percentuali alte, viceversa la canapa, ed era il motivo per cui la prima veniva coltivata per i suoi effetti nel consumarla - medicinali e ricreativi - la seconda per sfruttare le sue materie prime.

Oggi esistono varietà di marijuana light in cui le percentuali di THC sono basse come nella canapa, ma rimanendo morfologicamente diverse le due piante, non possono comunque essere considerate la stessa cosa.

La canapa è una fonte rinnovabile che può essere considerata un'alternativa sostenibile per l'ecologia del pianeta, sfruttabile sia a livello industriale che alimentare. Nei secoli, l’uomo è riuscito a plasmare questa pianta per trarne il massimo e arrivando a ricavarne oli, fibre e cellulosa dai molteplici usi.

Morfologicamente, la canapa tende ad essere più alta della marijuana raggiungendo anche i cinque metri di altezza. La sua pianta inoltre ha meno ramificazioni rispetto a quella della marijuana e non ha fiori.

La coltivazione delle piante di marijuana invece è caratterizzata dall'impollinazione, che viene evitata per ottenere fiori senza semi e per continuare a produrre grandi grappoli floreali - quelli che poi vengono essiccati per essere impiegati a scopo ricreativo o terapeutico.

 

La canapa è una pianta dai molteplici impieghi tra cui:

●     nella nutrizione - i semi, la farina e l’olio di canapa sono ricchi di acidi grassi polinsaturi e alti in proteine;

●     come elemento base nella produzione industriale - l' olio di semi di canapa può essere trasformato in innumerevoli prodotti come biodiesel, sapone, cosmetici, vernici ecc…;

●     per produrre cellulosa e plastica biodegradabile - carta e plastica ricavati dallo stello e dalla corteccia della canapa li rendono biodegradabili ed ecosostenibili;

●     nell’industria tessile - la fibra della canapa può essere la base di prodotti come vestiti e tessuti vari (per migliaia di anni corde e tele di fibre di canapa sono stati usati in tutti i tipi di imbarcazione per la loro durata e resistenza al deterioramento).

La marijuana ‘normale’ per il suo effetto psicoattivo prodotto dal THC, è considerata una sostanza stupefacente ed è ancora illegale in Italia. Proprio per questi suoi effetti, nella storia è stata utilizzata per molteplici riti e manifestazioni tradizionali di culture diverse. Oggi chi utilizza la marijuana spesso lo fa per rilassarsi o per provare gli effetti psicoattivi della pianta.

Con l'arrivo di varietà ricche di CBD  - e con quindi della cannabis light (o legale) - i consumatori continuano a sfruttare i benefici della marijuana senza gli effetti psicoattivi del THC. Questo grazie ai nuovi prodotti ottenuti aumentando i livelli di CBD nelle coltivazioni di marijuana e riducendo quelli di THC (fino a un massimo di legge dello 0,2%, tollerabile fino allo 0,5%).

Viene considerata marijuana legale anche quella che contiene un livello maggiore di THC, ma deve avere uno scopo terapeutico e deve essere venduta solo dietro presentazione di ricetta medica.

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