“Via Cascione potrà diventare un’isola pedonale, ma non a scapito di un periodo di morte civile”. Queste le parole del Sindaco di Imperia Claudio Scajola che ha rilasciato un’intervista a Imperia News per chiarire la posizione dell’amministrazione comunale riguardo al sondaggio proposto a residenti e commercianti di via Cascione per una parziale riapertura della via al traffico veicolare.
Il sondaggio, ricordiamo, è partito giovedì pomeriggio, giorno in cui Antonio Gagliano, titolare di un bar della via e da sempre contrario alla pedonalizzazione, è stato nominato da Scajola assessore a viabilità e Polizia Municipale.
“Non è così, per la precisione. – ha risposto l’ex Ministro - L’ho fatto partire alcuni giorni prima. Ma vorrei essere molto chiaro: io ho un contratto con gli imperiesi, quello che ho con gli elettori che mi hanno eletto e scelto Sindaco di Imperia. Io ho parlato chiaro in campagna elettorale su tutti i temi più importanti della mia città e in riferimento alla viabilità, ho detto che avremmo dovuto fare diverse modifiche. Mi rendo conto che ogni volta che si tocca il tema di modifiche sulla viabilità si toccano nervi sensibili, possono nascere le polemiche. Per rispondere precisamente alla domanda, dico che ho sempre sostenuto che via Cascione, come altre zone della città, potranno diventare delle ottime isole pedonali, ma non a scapito di un periodo di morte civile. Mi spiego: in via Cascione c’è il Cavour chiuso, la banca d’Italia, che dava movimento, che è chiusa. In via Cascione si arriva attraverso una galleria che è in condizioni di assoluto degrado. Accanto c’è un posteggio, nella zona del consorzio, che è da sistemare, era incompleto. Lo stesso ex consorzio è un punto morto della città. Allora io dico che dobbiamo valutare anche gli interessi economici, perché per dar lavoro bisogna che gli esercizi guadagnino. Il problema più grande della città è dare lavoro ai nostri giovani. Riuscire a creare un’economia che funzioni. E allora con tutte queste strutture chiuse che ci sono, soffre il commercio, gli incassi sono diminuiti del 30-40%.
Io ho semplicemente detto dall’inizio, che il fine è l’isola pedonale, ma dobbiamo riattivare via Cascione, riaprendo il Cavour, facendo funzionare il consorzio, dando vita alla banca d’Italia. In sostanza ricostruire e mettere anche un po’ di decoro e di arredo in via Cascione, perché è molto fredda. Nel frattempo io non ho detto di riaprire al traffico, ma ho detto dal primo giorno che dobbiamo rivedere la ztl. Dobbiamo valutare se in una o più parti della giornata, per quanto tempo e per quale orario, si potesse eventualmente permettere il passaggio alle autovetture, nell’attesa che si ravvivi via Cascione, ma poiché non ho verità assolute, ho fatto partire una richiesta di pareri a tutti coloro che sono in via Cascione, per avere suggerimenti, e poi valuteremo”.
Perché è aperto solo a chi vive e lavora in via Cascione? La via è di tutti.
“Io non posso permettere che le attività economiche di tutta quella zona vadano in malora. E quindi sono i primi a dover dare il loro parere. Certamente non gli unici, ma i primi, e quindi ho consultato loro. Avremo poi modo di consultare altri. Questo mi pare che sia un modo di parlar chiaro”.
Terrete conto del sondaggio che circola su Facebook in queste ore, che vede il 75% degli utenti favorevoli alla pedonalizzazione?
“Io come sempre sono abituato al confronto, ma poi a decidere e cerco di decidere per il bene complessivo della città con buonsenso e con equilibrio”.
E’ stato visto in via Santa Lucia insieme al comandante della Polizia Municipale Aldo Bergaminelli. Ci sono ipotesi di riapertura al doppio senso?
“Il senso unico in questo modo non funziona. Stiamo studiando per partire a breve con il primo tratto di via Santa Lucia a doppio senso, che permetterà di non fare, per coloro che abitano in quel tratto, 2,2 chilometri di giro in più, intasando altre parti della città. Questo è quello che stiamo studiando e penso che avrà un tempo breve la sua realizzazione”.














