na coda di persone alla cassa per saldare il conto, raccogliere le proprie cose e lasciare Arma di Taggia. Poi gli ombrelloni vuoti, i lettini rimasti ordinatamente chiusi e le spiegazioni ripetute dai balneari a ogni nuovo cliente arrivato in spiaggia senza conoscere il divieto. Il secondo stop alla balneazione dall’inizio dell’estate interessa questa volta l’intero litorale comunale e, nel cuore di agosto, rischia di lasciare conseguenze economiche ben più durature dei giorni necessari per ottenere l’esito delle controanalisi. I nuovi campionamenti sono stati eseguiti da Arpal nella mattinata di giovedì 6 agosto: considerando i tempi tecnici richiesti per la coltura dei campioni, il responso è atteso tra la serata di venerdì e la giornata di sabato. Soltanto allora si saprà se il Comune potrà revocare l’ordinanza e consentire nuovamente l’ingresso in mare. Nel frattempo, però, la spiaggia restituisce l’immagine di una giornata difficile: alcuni clienti decidono di rimanere sotto l’ombrellone, altri si spostano verso Bussana e Riva Ligure per fare il bagno, molti rinunciano e se ne vanno. A colpire più di tutto sono i posti vuoti.
“È una tragedia”: la preoccupazione degli stabilimenti. “È una tragedia”. È la frase con la quale i gestori degli stabilimenti provano a riassumere la situazione ai clienti che, poco alla volta, tornano in spiaggia chiedendo chiarimenti. Per molti la notizia rappresenta una sorpresa appresa soltanto all’arrivo. Altri erano già venuti a conoscenza del divieto nella serata di mercoledì, ma faticano comunque a comprenderne l’estensione. Qualcuno sceglie di trascorrere ugualmente la giornata sul litorale, utilizzando le docce degli stabilimenti per rinfrescarsi; altri preferiscono raggiungere località vicine nelle quali la balneazione è consentita. Quelli che restano, tuttavia, sono pochi rispetto alle presenze attese in questo periodo. “In dieci anni non ho mai vissuto una situazione del genere – racconta Susanna Rivera del Lido Blu, mentre informa i clienti del divieto –. Chiediamo che Arpal faccia analisi a tutto spiano, in modo da poter garantire almeno la settimana di Ferragosto. Per noi è un danno incredibile: già lavoriamo soltanto due mesi all’anno”. La preoccupazione non riguarda esclusivamente la giornata persa. Ogni ora trascorsa con il divieto in vigore può generare nuove disdette, partenze anticipate e prenotazioni spostate verso altre destinazioni. Il passaparola, amplificato dai social, rischia inoltre di prolungare il danno anche dopo l’eventuale ritorno alla normalità.
Clienti in partenza e spiagge semivuote. La scena si ripete lungo il litorale. I balneari spiegano il provvedimento, rispondono alle domande e cercano di trattenere i clienti offrendo tutti i servizi che non prevedono l’ingresso in mare. Ma per una località balneare nel pieno dell’estate, e soprattutto a pochi giorni da Ferragosto, l’impossibilità di fare il bagno diventa inevitabilmente decisiva. Alcuni turisti raggiungono la vicina Bussana oppure Riva Ligure. Altri rimangono in spiaggia, si concedono qualche ora di sole e utilizzano le docce degli stabilimenti per trovare sollievo dal caldo. Molti, però, saldano il conto e lasciano Arma. Il timore degli operatori è che l’effetto possa allargarsi nelle prossime 24-48 ore. Chi si trova già sul territorio può modificare i propri programmi; chi deve ancora arrivare potrebbe rinunciare alla prenotazione o scegliere un’altra località. Anche una revoca rapida, dunque, non cancellerebbe automaticamente quanto perso durante l’attesa. Il comparto balneare concentra in poche settimane una parte determinante del fatturato annuale. Gli stabilimenti, intanto, continuano a sostenere i costi del personale, delle concessioni e dei servizi, anche quando lettini e ombrelloni rimangono liberi.
Enterococchi sopra il limite nel campionamento del 4 agosto. A ricostruire quanto accaduto è il sindaco di Taggia, Mario Conio. Il 4 agosto, durante un controllo ordinario, Arpal ha rilevato un valore di enterococchi intestinali superiore al parametro previsto dalla normativa: 300 UFC ogni 100 millilitri, contro il limite fissato a 200. Il superamento ha determinato l’immediata adozione dell’ordinanza cautelativa su tutto il litorale comunale. “Va detto, per dare la corretta proporzione alla notizia, che si tratta di un superamento contenuto – precisa Conio –. Il valore rilevato è pari a circa una volta e mezza il limite di legge, ben lontano dalle soglie associate a situazioni di inquinamento più severo”. La normativa, tuttavia, non lascia margini discrezionali al Comune. Non esistono gradazioni sulla base delle quali permettere provvisoriamente la balneazione: quando viene superato il limite, anche in misura contenuta, l’amministrazione è obbligata a emettere il provvedimento a tutela della salute pubblica. “La legge non prevede gradazioni – sottolinea il primo cittadino –: qualunque superamento, anche minimo, comporta l’obbligo di adottare l’ordinanza cautelativa. È esattamente quello che abbiamo fatto, senza esitazioni”.
Nuovi prelievi, esito atteso entro sabato. Arpal ha già effettuato il campionamento suppletivo richiesto per verificare la qualità delle acque. Il nuovo prelievo risale alla mattinata di oggi, ma per conoscere l’esito sarà necessario attendere i tempi tecnici di laboratorio. Se i valori torneranno entro i parametri, il Comune potrà revocare il divieto e restituire il litorale ai bagnanti. In caso di un nuovo risultato sfavorevole, invece, l’ordinanza dovrà rimanere in vigore. L’attesa diventa quindi decisiva. Una conferma della balneabilità entro il fine settimana permetterebbe agli operatori di provare a salvaguardare l’avvicinamento a Ferragosto, tradizionalmente uno dei periodi più importanti dell’intera stagione. Un ulteriore prolungamento dello stop renderebbe invece il danno molto più pesante. Da qui la richiesta dei balneari di aumentare, per quanto possibile, la frequenza dei controlli. Non per aggirare le necessarie garanzie sanitarie, ma per ridurre i tempi di incertezza e ottenere una fotografia costantemente aggiornata della situazione.
Il sindaco smentisce: “I controlli sono stati effettuati”. Nel proprio aggiornamento, Conio interviene anche sulle affermazioni circolate sui social secondo cui le acque di Arma non sarebbero state sottoposte a campionamenti per oltre 40 giorni. Il sindaco smentisce categoricamente questa ricostruzione e richiama i controlli effettuati nelle ultime settimane. Il precedente campionamento ufficiale di Arpal risale al 7 luglio e aveva dato esito favorevole. A questo si aggiungono le analisi di autocontrollo commissionate periodicamente dal Comune, sebbene non obbligatorie per legge. L’ultima verifica comunale è stata effettuata il 24 luglio e aveva restituito valori favorevoli in tutti e cinque i punti sottoposti a prelievo. Il controllo di Arpal del 4 agosto, invece, è stato condotto su un solo punto e ha rilevato il superamento che ha fatto scattare l’ordinanza. “Questa è la verità dei fatti – afferma Conio –. Continueremo a informare con tempestività non appena avremo l’esito delle analisi suppletive”. L’amministrazione ha inoltre pubblicato la tabella contenente gli ultimi campionamenti e i relativi risultati, con l’obiettivo di ricostruire la frequenza delle verifiche e rispondere alle contestazioni emerse nelle ultime ore.
Il secondo divieto dell’estate pesa sulla reputazione turistica. Il nuovo episodio assume un peso particolare perché è il secondo registrato dall’inizio della stagione. Al dato sanitario si aggiunge così una questione di reputazione, difficile da circoscrivere ai soli giorni durante i quali rimarrà formalmente in vigore il provvedimento. Per un turista, soprattutto se deve ancora scegliere dove trascorrere il fine settimana o la settimana di Ferragosto, la notizia di un divieto esteso a tutto il litorale può diventare sufficiente per cambiare destinazione. Non sempre l’eventuale revoca riesce a raggiungere lo stesso pubblico, con la stessa rapidità e la stessa forza della comunicazione iniziale. È questo uno degli aspetti che preoccupa maggiormente gli operatori: anche qualora le nuove analisi fossero favorevoli, servirà comunicare immediatamente e in modo capillare il ritorno alla piena balneabilità delle acque.
Arma di Taggia si trova così a vivere ore decisive. Da una parte c’è la tutela della salute pubblica, che impone prudenza e rispetto rigoroso dei parametri; dall’altra ci sono stabilimenti, lavoratori e attività economiche che vedono scorrere una delle settimane più importanti dell’anno tra lettini vuoti e clienti in partenza. Il prossimo responso potrà chiudere il divieto, ma non restituire le giornate già perdute. Per questo i balneari chiedono rapidità, controlli continui e soprattutto la possibilità di arrivare alla settimana di Ferragosto con certezze nuove. In attesa dei risultati, sul litorale rimane un’immagine difficile da ignorare: quella di una spiaggia d’agosto nella quale, troppo spesso, il posto più visibile è quello lasciato vuoto.






























