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Economia | 09 novembre 2016, 16:37

Imperia: il comitato "Salva taggiasca" lancia un appello sul nome della cultivar. "E' un patrimonio comune, non si può modificare se non c'è coesione"

Questa mattina gli olivicoltori che ne fanno parte hanno incontrato la stampa per esporre le proprie ragioni partendo dalle origini

Imperia: il comitato "Salva taggiasca" lancia un appello sul nome della cultivar. "E' un patrimonio comune, non si può modificare se non c'è coesione"

Il comitato “Salva taggiasca” lancia un appello alla Regione e agli altri comitati impegnati nella difficile battaglia per la Dop. Questa mattina gli olivicoltori che ne fanno parte hanno incontrato la stampa per esporre le proprie ragioni partendo dalle origini.

“Il comitato promotore – spiega il presidente Simone Rossi – è nato l’11 luglio di quest’anno, è partito da una libera volontà di noi olivicoltori e trasformatori frantoiani. La costituzione del comitato è dovuta al fatto che siamo venuti a conoscenza della proposta delle associazioni di categoria con il consorzio e tutela, dove si voleva portare avanti la procedura per fare una Dop dell’oliva taggiasca che però prevede la sostituzione della cultivar per arrivare a questa certificazione, perché il nome della cultivar non può andare in contrasto con il nome della Dop. Mettendo ‘taggiasca’ come marchio andrebbe in contrasto con la cultivar e quindi non è possibile portare avanti questo. La richiesta viene fatta per andare oltre l’ostacolo, andiamo a sostituire il nome della cultivar chiamandola ‘giuggiolina’, ‘tagliasca’ o ‘gentile’, a quel punto ‘taggiasca’ sarebbe libero e si potrebbe inserire nella Dop. Noi riteniamo che la cultivar sia un patrimonio comune e si andrebbe a cancellare un’identità, sarebbe portare via quello che ci è stato lasciato in eredità, quindi il nostro comitato si è costituito e al suo interno sono presenti dal più piccolo olivicoltore fino all’azienda più strutturata. A oggi abbiamo superato le 500 adesioni”.

Il comitato, come spiegato più volte, anche dal vice presidente Livio Quaranta, è aperto al dialogo con le altre parti. “Noi siamo contrari al tipo di proposta di tutela dell’oliva che è stata avanzata dalle associazioni di categoria e dall’altro comitato promotore, abbiamo la nostra linea e come paletto fermo abbiamo la non sostituzione del nome ‘taggiasca’ nello schedario olivicolo italiano. Ciò non di meno, fin da subito abbiamo detto poniamo dei no, ma anche dei sì. Ci siamo dati disponibili a intavolare un dialogo con chi porta avanti l’altra proposta di tutela, perché comunque, per sgomberare il campo da equivoci, anche noi siamo convinti che sia necessario portare avanti un discorso di tutela della nostra produzione”.

Il dialogo è già aperto con il gruppo oleari di Confcommercio che oggi ha lanciato la proposta alternativa di costituzione di una nuova Dop, senza intaccare il nome della cultivar che potrebbe essere inserito in etichetta. (leggi QUI) Una proposta su cui il comitato salva taggiasca si trova d’accordo.

Al momento però le posizioni con la Regione e il comitato promotore per la Dop sono molto distanti, come spiega Fulvio Giribaldi.

“Noi abbiamo chiesto di verificare, visto che nel progetto che ci è stato presentato in Regione c’è un vincolo che è quello della coesione territoriale e per andare a cancellare una cultivar ci vede essere coesione, abbiamo chiesto di verificare se questa coesione ci sia”.

Tra poche ore la questione legata alla Dop della taggiasca approderà in Consiglio Comunale, con la mozione presentata dai consiglieri Giuseppe Fossati e Alessandro Casano. Quest’ultimo, presente questa mattina, è consigliere di Fratelli d’Italia, partito che governa in Regione e che sposa le ragioni dell’Ente e del comitato promotore.

“Io ho intercettato questo problema e l’ho fatto in totale autonomia rispetto al mio partito e rispetto allo schieramento che rappresento in Regione. – ha chiarito Casano – Questo ha creato non pochi problemi. Questa iniziativa è nata dalla convinzione che la politica debba intercettare i problemi dei cittadini e del territorio. Questo progetto, mi sembra di capire che venga dalla giunta regionale precedente, quindi c’è una condivisione tra i due schieramenti sull’andare avanti, sul rappresentare chi ha interessi in questo senso e io ritengo di secondaria importanza questo aspetto. Cancellare il nome di un’oliva legata al nostro territorio da tempi secolari, penso che debba presupporre una certa prudenza e soprattutto verificare bene quali sono le ricadute in termini economici. La mozione, presentata insieme al consigliere Fossati, di fatto è estremamente neutra. Non si schiera né pro, né contro, ma chiede che la politica si interroghi e quindi verifichi sul territorio la presenza della condizione ritenuta indispensabile per procedere, che è quella del consenso ampio, convinto, coeso e condiviso, cosa che è evidente che non c’è”.


L'intervento di Alberto Dal Piaz, rappresentante del mondo biologico.

L'intervento del rappresentante Slow Food Sergio Tron:

L'intervento del sindacalista Fai Cisl Davide Piazzi:

Francesco Li Noce

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