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Politica | 21 marzo 2016, 18:11

Imperia: L'Assessore Regionale Marco Scajola e l'Europarlamentare Alberto Cirio a colloquio coi sindacati Agnesi: "Pronti fondi europei, ma Colussi non offenda la dignità delle persone"

Cirio: "Prima viene la dignità e prima viene il lavoro delle persone". Scajola: "Faremo ogni cosa per far sì che Agnesi continui a essere prodotta a Imperia, ma Colussi ci dica che cosa voglia o non voglia fare"

Imperia: L'Assessore Regionale Marco Scajola e l'Europarlamentare Alberto Cirio a colloquio coi sindacati Agnesi: "Pronti fondi europei, ma Colussi non offenda la dignità delle persone"

L'Europarlamentare Alberto Cirio e l'Assessore Regionale Marco Scajola a colloquio con i sindacati per discutere delle ultime novità relative alle sorti del pastificio Agnesi.

Un incontro durato circa un'ora, durante il quale si è dato atto ai sindacati, di aver tenuto duro per far sì che l'azienda continuasse a produrre a Imperia. Nonostante le azioni, è stato ricordato il secondo sciopero più lungo della storia del pastificio, lo scorso anno, la proprietà però sembra essere indirizzata alla chiusura del trasferimento di via Schiva per spostare la produzione a Fossano. La Regione, tramite Scajola, e Cirio, che porterà l'istanza a Bruxelles, chiedono però chiarezza alla proprietà.

"Abbiamo ricevuto una richiesta da parte delle organizzazioni sindacali - ha detto Scajola - di incontrare il nostro partito proprio per confrontarci sulle tematiche che riguardano l'Agnesi. L'Onorevole Cirio è venuto anche lui ad ascoltare, a partecipare a questo incontro anche perché il tema interessa anche l'Unione Europea, e quindi anche lui può dare un contributo in questa importante battaglia.


E' stato un confronto molto chiaro, sincero con le categorie sindacali che abbiamo anche voluto ringraziare perché fino a oggi hanno fatto un ottimo lavoro e grazie anche tanto al loro lavoro l'azienda è ancora qui a Imperia ed è ancora aperta. Però la preoccupazione rimane perché il privato non ha ancora spiegato bene le sue intenzioni, non ha ancora detto bene cosa vuole o cosa non vuole fare, non ha fatto nessun progetto o programma, a breve, media o lunga scadenza, e quindi non sappiamo neanche quelle che possono essere le problematiche. Noi vorremmo invece che da oggi partisse una certa sinergia tra le istituzioni, siano esse il Comune, la Regione, e, ovviamente anche le parti politiche, ma soprattutto che il provato sia più chiaro nel dire quelle che sono le sue intenzioni, abbia un rapporto più trasparente con la città, una città che ha tanto dato a questi privati, anche soprattutto al gruppo Agnesi a cui siamo tutti molto legati e affezionati da quando siamo bambini perché siamo cresciuti nel nome della pasta Agnesi. Noi vogliamo fare ogni cosa per far sì che la pasta Agnesi venga prodotta nella città di Imperia però è ovvio che dobbiamo confrontarci con un privato che ci deve dire quello che pensa e al momento c'è troppa incertezza, non si capisce che cosa voglia o non voglia fare. Si è minacciato un trasferimento a Fossano, ma anche di questo se ne sa poco, quindi credo che sia venuto veramente il momento della chiarezza".

"Credo che questa sia una tematica che deve essere portata alle orecchie di Bruxelles - ha detto Cirio - perché qui parliamo di un'azienda importante, che è l'Agnesi, di un gruppo che è enormemente importante per l'Italia, che è Colussi, e soprattutto della necessità che vengano difese centinaia di persone, sono oltre centotré gli occupanti diretti che hanno lavoro all'interno di Agnesi, senza contare tutte le persone dell'indotto per cui parliamo davvero di una realtà significativa.



Prima di tutto viene il lavoro, viene la difesa dei posti di lavoro. Io credo che noi dobbiamo da una parte dire a questa azienda, così come sta facendo la Regione, così ha fatto il Comune di Imperia, 'siamo tutti pronti ad aiutarvi, noi vogliamo che voi rimaniate sul territorio di Imperia, vogliamo che rimaniate aperti, così come vogliamo che rimaniate aperti anche nelle altre sedi del vostro gruppo in Italia', e quindi siamo pronti a fare la nostra parte, chi a livello comunale, chi regionale e chi come me a livello europeo.

In secondo luogo, abbiamo la programmazione europea che sta partendo, fondi importanti da destinare proprio all'agroalimentare di qualità, di eccellenza, e quindi al settore della pasta. Credo che siano opportunità che bisogna cogliere, perché forse proprio da questi fondi europei salviamo i posti di lavoro di tante persone. L'importante è che ci sia chiarezza, quella chiarezza che oggi dal gruppo Colussi non è ancora arrivata e io credo che questa sia una parte meno bella di questa vicenda. Qui parliamo di persone che nella loro quotidianità si trovano a dover fare i conti con annunci dati un anno per l'altro che sarà l'ultimo anno della loro vita lavorativa, e questa è una strategia di terrore che non può essere portata avanti, che non può essere accettata, che offende la dignità delle donne, degli uomini che lavorano all'interno di quello stabilimento. Quindi noi siamo anche a tutelare questo aspetto, e siamo a dire al gruppo Colussi: 'comunica quelle che sono le tue idee, i tuoi progetti. il tuo piano industriale, e noi tutti, di tutti i colori politici, di tutte le appartenenze, faremo la nostra parte perché tu possa realizzarle, ma prima viene la dignità e prima viene il lavoro delle persone'". 

Francesco Li Noce

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