Una situazione balzata agli onori della cronaca il 16 febbraio scorso quando con una lettera inviata dai gestori delle palestre si interdiva l’accesso alle strutture comunali a causa di un mancato pagamento delle mensilità in base alla tariffazione oraria prevista. Dopo un lungo incontro tra le parti tuttavia si era deciso di comune accordo una proroga che consentisse ai ragazzi di giocare gli allenamenti e le partite e nel contempo permettere alla società di recuperare fondi a copertura del debito.
A distanza di quasi un mese la situazione è ancora però molto delicata. I fondi sperati non sono arrivati e la proroga nei giorni scorsi è scaduta, i gestori delle palestre chiedono garanzie perché dal canto loro devono far fronte a tutte le spese. Un peso oneroso che grava su entrambe le parti e che nel mezzo vede a rischio il futuro sportivo di molti ragazzi dalle squadre dei più piccoli fino ai giocatori dell’A2 che anche quest’anno, per la seconda volta, si misurano nei playoff validi per l’avanzamento in A1.
“E’ una situazione insensata – ha dichiarato la Presidente della società sportiva Paola Nanni – i ragazzi hanno la grinta e la forza ma se non possiamo allenarci diventerà molto drammatica. Abbiamo chiesto un tavolo a tre coinvolgendo anche l’Amministrazione che, nonostante il Comune sia proprietario delle strutture, conferma la propria assenza ribadendo ancora una volta come non possano intervenire avendo le “mani legate”. Siamo stati accusati di aver fatto il passo più lungo della gamba partecipando ad un campionato nazionale senza averne le possibilità, ma dobbiamo allora farne una colpa ai ragazzi che si sono conquistati questo risultato sul campo?”.
Anche il mister Pippo Malatino si dice molto amareggiato per la vicenda: “Abbiamo sempre pagato con puntualità ma quest’anno il passaggio da 550euro al mese a 1200 ci ha messo in serie difficoltà. Però capiamo le necessità anche dei gestori e alla luce dell’incontro pubblico di ieri sera abbiamo iniziato sottoscrizioni e daremo fede agli impegni presi muovendoci con fondi ed iniziative. Malgrado questo sia contro i nostri principi perché riteniamo che le istituzioni dovrebbero venirci incontro perché lo sport è un diritto con un grande valore sociale e invece ci troviamo stretti in una morsa: da una parte con questi costi e dall’altra una calendarizzazione delle partite che se non rispettata ci causa sanzioni sportive”.
Ulteriori precisazioni arrivano anche dai gestori delle palestre: “La comunicazione dell’aumento tariffario è stata fatta da parte mia a aprile 2015 per dare la possibilità alle associazioni in questione di organizzarsi per la stagione sportiva successiva – ha spiegato Manuela Pievi – Si tratta comunque di 12,29 euro a fronte dei 20 richiedibili, una scelta personale anche voluta da un rapporto instaurato in questi anni di attività con tante bellissime realtà sportive che operano a Ventimiglia con altrettanta passione e dignità. Oltre all’aumento la sottoscritta tuttavia ha aumentato l’utilizzo delle palestre mensile di 20 ore rispetto l’anno precedente. Non amo infierire contro nessuno e non amo polemizzare sui social ma visto il tanto parlare ritengo opportuno specificare che io credo nello sport e nei suoi valori, qualunque sport sia e rivolto ad ogni fascia d’età”.
“Credo anche nella pallamano Ventimiglia come piccoli, giovani e grandi atleti, nei loro sogni e nelle loro aspirazioni – conclude Pievi - ho atteso e rimandato di mese in mese la sospensione con promesse dirigenziali di impegno sulla ricerca di fondi. Per i ragazzi grandi e piccini, per loro solo per loro mi offro come garante per parte del dovuto (mille euro) perché possano continuare l’attività ma chiedo a dieci solo dieci ferventi sostenitori di offrirsi garanti ognuno per una somma decisamente inferiore alla mia entro oggi perché i ragazzi possano fare attività. Perché se il Presidente mi chiede di continuare assicurandomi che pagheranno il dovuto non si sente di garantirlo? Non trovo ovvio che sia io a dover essere garante di una società sportiva. Non posso riammettere la società se non alle condizioni sopra descritte, non sarebbe moralmente ed eticamente giusto nei confronti di tutte le altre associazioni”.














