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Attualità | 20 novembre 2015, 10:47

Pubblico Impiego: giornata di sciopero generale indetta dall'Usb Pi, il commento del dirigente sindacale Luigi Romagnoli

Lo sciopero si articola in quattro manifestazioni interregionali: a Roma, Milano, Napoli e Cagliari.

Pubblico Impiego: giornata di sciopero generale indetta dall'Usb Pi, il commento del dirigente sindacale Luigi Romagnoli

Oggi venerdì 20 novembre giornata di sciopero generale per tutti i lavoratori pubblici, dei servizi esternalizzati, delle aziende partecipate e degli Lsu-ATA della Scuola, indetta dall’USB Pubblico Impiego contro una Legge di stabilità che prevede "ridicoli aumenti contrattuali (5 euro medi lordi mensili); che continua a tenere bloccate le assunzioni nel pubblico impiego ignorando  diritti di precari e vincitori di concorso; che taglia i servizi e la Sanità; che riduce da 8.000 a 1.000 il numero delle aziende partecipate, favorendo la definitiva privatizzazione di numerosi servizi territoriali."

Lo sciopero si articola in quattro manifestazioni interregionali: a Roma, Milano, Napoli e Cagliari.

“Una forte adesione all’unico vero sciopero messo in campo sarebbe la migliore risposta da parte dei lavoratori pubblici a chi pensa di poterli offendere impunemente con l’offerta di un aumento contrattuale giornaliero pari a sedici centesimi”, dichiara Luigi Romagnoli dell’Esecutivo nazionale USB P.I. che aggiunge: “Sarebbe anche la migliore risposta nei confronti di chi pensa che di fronte al terrorismo si debba accettare di vedersi limitare la propria libertà e che sia inevitabile destinare nuove risorse agli armamenti.

“Sappiamo che dopo i terribili avvenimenti di Parigi questo sarà uno sciopero difficile – prosegue il dirigente USB - ma è anche uno sciopero indispensabile per rivendicare innanzitutto il diritto a protestare civilmente il proprio dissenso nei confronti di politiche sociali che distruggono il Welfare nazionale e aprono la strada alla definitiva privatizzazione di servizi essenziali”.

“Di fronte alla barbarie della guerra, in qualunque modo sia attuata, è giusto unirsi per manifestare netto dissenso nelle forme che il sistema democratico riconosce. Allo stesso modo, di fronte ad un aggressione nei confronti del lavoro pubblico e dei servizi ai cittadini che non ha precedenti nella storia recente del nostro Paese, è giusto fermarsi, unire le forze del lavoro nella forma di protesta che la Costituzione garantisce, ovvero lo sciopero”, conclude il dirigente sindacale della USB.

C.S.

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