"Ho appreso la notizia che domani, nel centro di Ventimiglia verrà organizzata una manifestazione dai no bordes a sostegno del libero movimento delle persone.
Io credo che questo principio, sia una sacrosanta rivendicazione alla quale tutti gli uomini e donne del mondo dovrebbero aspirare. Mi pare che aldilà delle differenze etniche, l'uomo ovunque sia nato abbia le stesse necessità ed aspirazioni, quelle primarie di essere libero e di potersi garantire la sopravvivenza.
Credo siano concetti indiscutibili che parlano di diritti non negoziabili, ma sono convinto che debbano esistere delle regole di carattere generale dettate dal rispetto e dall'etica che disciplinino queste prerogative su menzionate, se così non fosse credo che si dovrebbe parlare a questo punto di imbarbarimento del genere umano.
Io da uomo di destra non riesco a vedere un nemico in chi viene nel mio paese anche se non della mia etnia, anche se non parla come me, anche se non crede in un Dio che è il mio. Non ho paura di queste persone, e accetto il loro modo di porsi, purchè rispettino quel concetto che ha mosso il mio cervello e che fa scrivere queste righe. Parlo di 'LIBERTA'
Questa parola di cui forse troppi abusano, credo che abbia come significato quello di darsi un limite e capire quando il nostro modo di agire limita lo spazio vitale del nostro prossimo, e credo altresì che chiunque sia dotato di normale buon senso, capisce quando si giunge al confine e si ci avvicina al limite della rottura e quindi di scontro.
Mi avvio alla conclusione di queste poche righe, rappresentando alle istituzioni preposte a vario titolo ad occuparsi di questo tema e non di subirlo, poichè la comunità di Ventimiglia ha dimostrato di essere veramente portatrice di questi valori in senso assoluto, ed aggiungo anche di grande tolleranza e sensibilità di capire il momento, ma credo che debba essere trattata con rispetto da tutti e non lasciata a se stessa con la percezione che gli venga limitata la libertà quindi il proprio spazio vitale, chiedo agli organizzatori della manifestazione di domani di tornare sui loro passi, non è utile in una comunità in difficoltà ed in precario equilibrio come la nostra creare difficoltà di movimento e ripercussioni negative a chi lavora, ritengo che il risultato sarebbe esattamente contrario di ciò che si vuole ottenere, danneggiando chi il valore e il significato della parola LIBERTA' lo conosce già bene.
Giovanni Ballestra".














