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Politica | 09 maggio 2014, 16:21

Sanremo: l'allarme del PD sulla fondazione Borea. Sotto la lente la gestione, il CdA e l'imcompatibilità di Corrado Bovio

Secondo i rappresentanti del PD, la situazione economica della fondazione sarebbe critica e ma, soprattutto, il CdA avrebbe deliberato atti amministrativi in presenza di un soggetto incompatibile.

Leandro Faraldi, Andrea Gorlero e Monica Bersanetti

Leandro Faraldi, Andrea Gorlero e Monica Bersanetti

Il Partito Democratico di Sanremo lancia  l’allarme sulla Fondazione Borea. Tre i punti sotto la lente d’ingrandimento: la situazione economica, la correttezza degli atti amministrativi e l’incompatibilità di Corrado Bovio, membro del Consiglio di Amministrazione, subentrato in consiglio comunale a gennaio.

Secondo i rappresentanti del PD, la situazione economica della fondazione sarebbe critica ma, soprattutto, il CdA avrebbe deliberato atti amministrativi in presenza di un soggetto incompatibile. Questi e altri aspetti sono stati illustrati stamani dagli esponenti del partito, Leandro Faraldi e Andrea Gorlero e saranno oggetto di una segnalazione che verrà inviata all’attenzione dell’assessore regionale Lorena Rambaudi.

“Ci sono dei gravi problemi di gestione, ma c’è una questione sulla quale il Pd non intende fare retromarcia: ovvero il rispetto della legalità per quanto riguarda la composizione del consiglio di amministrazione - ha esordito Gorlero - Non è una questione di carattere personale ma qui c’è un consigliere, Corrado Bovio, il quale rifiuta di riconoscere di essere decaduto dalla carica di consigliere del Borea per aver accettato la carica di consigliere comunale".

Come precisato da Gorlero infatti: "Lo statuto dell’ente Borea dice che non sono eleggibili a consigliere di amministrazione soggetti che siano consiglieri comunali e che siano cessati da tale carica da meno di un anno. Quindi il consigliere si trova in condizione di incompatibilità anche morale rispetto al CdA e questo non è tollerabile”.

Ad entrare nei dettagli è stato il consigliere Faraldi con una cronistoria dei fatti: “Nel CdA del 17 marzo il consigliere Ettore Fantozzi aveva già posto la questione dell’incompatibilità di Bovio, il presidente Iacobucci non disdice la convocazione e manda nella stessa data una richiesta di chiarimento a Bovio. Tre giorni prima però firma un provvedimento di 65mila euro per i lavori di ripristino del controsoffitto crollato all’ultimo piano (affidando l’incarico allo stesso tecnico incaricato nella direzione dei lavori precedenti la cui ditta è fallita). La convocazione viene rimandata al 23 aprile. Nel frattempo il consigliere Bovio afferma la sua incompatibilità nella lettera di risposta e dichiara di essere stato nominato consigliere comunale il 14 gennaio (rinunciando agli emolumenti) ma – prosegue Faraldi -  siccome il 10 aprile sono iniziati i 45 giorni fissati per le elezioni sostanzialmente Bovio dice ‘io rimango lì’ L’incompatibilità di fatto non viene recepita e nel CdA 23 aprile vengono deliberati i lavori al Borea. Non so se queste delibere saranno giudicate lecite o meno da qualcuno visto la presenza di un soggetto incompatibile e per il quale è prevista la decadenza così come stabilito nell’art. 8 dello Statuto”.

Ma, insieme alla vicenda dell’incompatibilità dell’avvocato Bovio, sono altri gli aspetti evidenziati dal Pd. “Ci siamo interessati alla faccenda perché il consigliere Enzo Fantozzi ci ha segnalato le difficoltà economiche della Fondazione dicendo che c’era stato un piano di rientro dei pagamenti del Faggio mai rispettato e proposto nel Cda” ha spiegato Faraldi.

“Nelle casse del Borea ieri risultavano 13 mila euro a fronte di un’esposizione bancaria di 800 mila euro, con dei pagherò necessari ogni mese per mutui stipendi e a giugno, se non arrivano i soldi del Faggio, il cda o va di nuovo in banca o se no c’è uno stato di crisi economica. Non possiamo permetterci che a distanza di tre anni per motivi diversi, il Borea, sia di nuovo agli onori delle cronache. Per questo vogliamo vederci chiaro sulla questione e discuterne, ma chiediamo al Faggio di provvedere a rimettere nelle casse del Borea quanto dovuto”.

Infine è il consigliere Gorlero a porre un’ultima questione sulla natura dell’ente Borea, citando una sentenza. “L’8 aprile 2013 il TAR della Lombardia ha emesso una sentenza (Ca’d’Industria Onlus) da cui si capisce che la nozione di organismo di diritto pubblico di matrice comunitaria, prescinde dal formale collocamento di un soggetto giuridico nel novero delle persone giuridiche pubbliche o private”. Ovvero, sottolinea Gorlero: “Una persona giuridica privata, come la fondazione, ben può essere organismo di diritto pubblico. Nel caso del CdA Borea non solo c’è la prevalenza di designazione da parte di organismi di diritto pubblico ma la totalità dei consiglieri è di questa natura. E un organismo di diritto pubblico deve applicare le procedure di evidenza pubblica. Quindi – ha concluso Gorlero - invitiamo il presidente Iacobucci alla maggiore cautela possibile in ordine al fatto che il suo atteggiamento di non procedere alla presa d’atto della decadenza del consigliere Bovio, potrebbe essere rilevante sotto il profilo della normativa degli organismi di diritto pubblico ed eventualmente con profili di rilevanza penale”.

Silvia Iuliano

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