Che musica maestro…..e che maestro per questa musica. L’orchestra della Fenice di Venezia, diretta dal maestro Diego Matheuz, suona l’Overture de “Le nozze di Figaro” di Mozart.
E’ un omaggio al grande maestro Claudio Abbado, colui che sapeva portare la magia e il miracolo della musica sulla terra per noi essere normali, scomparso esattamente un mese fa. Il giovane Maestro venezuelano, classe 1984, è stato uno degli ultimi allievi e collaboratori di Abbado.
Fazio e Littizzetto presentano la gara dei cantanti, Luciana scivola su battute fatte e rifatte.
Primo Campioni in gara Renzo Rubino “Ora”, meno emozionato della prima serata, giovane ma la sua performance è degna di un campioni
Giusy Ferreri “Ti porto a cena con me”, sottotono quest’anno al Festival, il suo timbro è particolare, ma la canzone e banale e piatta
Frankie Hi Nrg “Pedala”, il maturo rapper italiano è disinvolto sul palco, la canzone si fa già canticchiare
Raphael Gualazzi & The Bloody Betroots “Liberi o no”, più sciolti della prima sera, soul e pop insieme, per me esplosivi.
Cristiano De André “Il cielo è vuoto”, un po’ più biascicante stasera, è difficile ascoltarlo senza fare confronti con il padre.
Stavolta tocca alla Littizzetto, finalmente all’opera sola sul palco dell’Ariston a non fare il verso a nessuno. Un monologo che parla di handicap e discriminazione, in modo tutto suo, appassionato si, ma l’argomento è impegnativo. Meglio di lei e delle sue parole ci fa capire il significato di tutto Dergin Tokmak, che danza con le stampelle. Affetto da poliomielite, il ballerino tedesco, è l’unico artista disabile a fare parte del Cirque du Soleil.
Flavio Caroli racconta “Notte stellata” di Van Gogh. La storia dell’arte non si insegna nemmeno più a scuola, la scuola pubblica, allora ci pensa il servizio pubblico ad insegnarla. Ci sta come i cavoli a merenda.
In scaletta non è previsto, è una piacevole sorpresa anche per i giornalisti in sala stampa, quella che sembra un’altra intrusione stile “cavallo pazzo” è invece un organizzatissimo flash mob con un gruppo che canta a cappella. Un po’ di modernità!
Francesco Sarcina “Nel tuo sorriso”, tiene il palco ma non graffia, non riesco a non pensare alle Vibrazioni.
Perturbazione “L’unica”, bravi, il pezzo è simpatico, dance che potrebbe anche diventare una hit. Trasuda nella loro interpretazione il loro affiatamento.
Francesco Renga “Vivendo Adesso”, ci siamo quasi, un po’ meglio della prima serata. Il papabile vincitore si sta avvicinando alla performance che tutti aspettiamo. Si può dare di più.
Riccardo Sinigallia “Prima di andare via”, belle sonorità ed arrangiamenti anche qui, però, lo stile è Tiromancino.
Rieccoci nell’amarcord: arriva Renzo Arbore e l’Orchestra Italiana. E’ un umorismo di altri tempi, quanti comici ed artisti di oggi vorrebbero essere capaci di cotanta grazia e stile. “Ma la notte no” mi ricorda quei bei varietà di quando ero ragazzina, mentre “Reginella”è un splendido omaggio alla canzone napoletana e a Murolo, cose e persone che tutto il mondo ci invidia e che noi ci stiamo dimenticando. Forse un po’ troppo lungo, per un attimo ho pensato di non essere più al Festival di Sanremo, anche se la canzone italiana in questo caso c’è e come.
Riprende la gara. Ecco un’altra favorita.
Noemi “Bagnati dal sole”, la ragazza ha senza dubbio personalità e voce graffiante. Molto maturata sia vocalmente che artisticamente.
Antonella Ruggiero “Da lontano”: niente da dire sulla voce che rappresenta la perfezione, la canzone è cucita su di lei.
Arisa “Controvento”: meglio dell’esordio, del resto essere la prima a salire sul palco martedì scorso ha influito e non poco sulla prestazione. Interpretazione più convinta.
Incredibile, anticipato di quasi un’ora lo spot sulla città di Sanremo anche se presentato in maniera imbarazzante.
Ron “Sing in the rain”: trasmette serenità, con il sorriso stampato in faccia canta la sua ballata, senza velleità, solo per divertirsi e per far sapere che lui c’è ancora.
Giuliano Palma “Così lontano”: c’è la Zilli in questo pezzo e si sente, swing anni 50, piacevole ma sempliciotta.
Luca Parmitano è l’uomo dello spazio, dalle stelle al palco dell’Ariston. L’esempio di un’eccellenza italiana che vive a Houston. Non so se è un esempio da seguire, ma è sicuramente la dimostrazione di una grande opportunità per i nostri giovani. Superfluo fargli leggere la lettera.
Ultimo ospite della serata Damien Rice, cantautore di origine irlandese. Anche lui un alternativo, un’altra scelta coraggiosa per dar voce alla musica d’ autore. “The Blower’s daughter”, chitarra e voce, per una volta Fazio ha ragione, emozione pura.
Ci siamo, terminiamo l’opera, tocca ai giovani. Rocco Hunt “Nu Juorno buono”, Veronica De Simone “Nuvole che passano”, The Niro “1969” e Vadim “La modernità”. Vanno in finale Rocco Hunt e The Niro che si aggiungono a Diodato e Zibba.
Questa invece la classifica provvisoria dei Campioni decretata dal televoto che peserà per il 25% sulla classifica finale
Renga
Arisa
Renzo Rubino
Perturbazione
Raphael Gualazzi & The Bloody Beetroots
Cristiano De André
Giusy Ferreri
Antonella Ruggiero
Noemi
Riccardo Sinigallia
Francesco Sarcina
Giuliano Palma
Ron
Frankie Hi Nrg
Fra classico e moderno scivola via senza troppo entusiasmo anche la terza serata. Un po' delusa dalla classifica finale, ma il televoto si sa è un terno all'otto incotrollabile o forse controllato. Domani la canzone d'autore e l'immancabile bellezza.























































































































































































































