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Al Direttore | 08 luglio 2013, 10:45

Sanremo: un lettore ci scrive per intervenire sulla situazione degli asfalti in città

Sanremo: un lettore ci scrive per intervenire sulla situazione degli asfalti in città

Un nostro lettore, Silvano Bracco, ci ha scritto per dire la sua sulla situazione degli asfalti a Sanremo:

"Leggo con piacere l’articolo apparso qualche giorno fa, inerente il problema asfalti e vedo che qualcuno in Comune ha finalmente capito che i problemi delle strade sono da attribuire per la maggior parte alle ditte che fanno gli scavi per la posa delle tubazioni. Ricordo che negli anni '60 c’era una sola ditta che operava nel settore, la ditta Rapellini. Questa eseguiva lo scavo, posava i tubi, chiudeva e asfaltava. Dopo un mese circa tornava e ricaricava lo scavo perché anche un bambino capisce che l’assestamento lo fanno i mezzi che vi transitano sopra e non la schiacciaghiaia (questa pareggia e assesta solo leggermente); poi dopo qualche mese, la ditta interveniva di nuovo per fare l’asfalto definitivo. Verso la fine degli anni 70 le cose sono cambiate. Arrivano ditte che penso vincano gli appalti, le quali hanno fretta di finire il lavoro e prendere i soldi, così fanno lo scavo, posano i tubi, riempiono di nuovo della stessa terra che hanno levato e aggiungono negli ultimi 15 o 20 cm della ghiaia dove possa attecchire l’asfalto. Quando arrivano alla fine del lavoro, tornano subito indietro a asfaltano definitivamente. Tempo 15 giorni e lo scavo si è abbassato diventando pericoloso perché forma un gradino di un paio di cm. Ed è una goduria per chi lo prende con la moto o la bici. (ma le ditte non dovrebbero garantire il lavoro per un certo periodo? Deve essere poi il Comune a ripristinare il tutto con i soldi dei contribuenti?). Può darsi che mi sbagli e chiedo scusa, ma non ho mai visto la stessa ditta ritornare a fare le riparazioni. Davanti a casa mia ho visto fare questo schifo di lavori, prima con la posa dei tubi della luce, poi dell’acqua ed infine il gas. Tre ditte differenti, ma tutte con lo stesso sistema. È curioso che quando un privato deve fare sulla strada, che so, un allaccio alla fogna, il Comune gli impone di chiudere il tutto con ghiaia , sabbia e cemento, ma non con la terra. E le ditte allora? Venite a vedere che sconcio in via G. D’Annunzio, ma comunque è tutto Sanremo in queste condizioni, tranne il centro, ci mancherebbe!. Un altro problema è l’Amaie. Le tubazioni interrate dell’acqua ormai sono vecchie ed ogni tanto gli operai devono intervenire per le perdite. Una volta fatta la riparazione chiudono con l’asfalto, ma dopo qualche giorno sarebbe bene che intervenisse qualcun altro a ricaricare ed a farlo abbondante perché vedo che ogni volta che si interviene per chiudere un buco, chiuderlo decentemente diventa un optional ed è quasi sempre inferiore al livello stradale. Un’ultima cosa, che comunque è anche una domanda. Gli asfalti sono come le piastrelle? Di 1a, 2a e 3a scelta?. Dico questo perché ho visto in alcuni casi che pur avendo raspato il vecchio, dopo pochi mesi il nuovo se ne va via a pezzi. Dimenticavo una cosa, sempre negli anni '60, quando si asfaltava, davanti c’era una squadra di operai che provvedeva a smurare i vari tombini ed a posizionarli all’altezza del nuovo asfalto; ora invece questo non succede più. I tombini restano bassi e nel caso succeda qualcosa, allora vengono alzati, murati con del cemento pronto, che al passaggio del primo mezzo pesante si spezzetta tutto. Mi auguro che dopo questa riunione in Comune si possa finalmente risolvere una volta per tutte l’argomento, e, stabilito di chi è la responsabilità di questi scempi, possa provvedere a sue spese e subito".

Carlo Alessi

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