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Politica | 18 giugno 2013, 12:54

Crisi dei Casinò: danni per il limite cambio in fiches, Federgioco bussa alle porte del Governo

Intanto a Sanremo le organizzazioni sindacali attendono che gli impegni presi da Casino SpA siano rispettati prima che la città sia destinata ad un brusco risveglio

Crisi dei Casinò: danni per il limite cambio in fiches, Federgioco bussa alle porte del Governo

Il settore dei casinò guarda il futuro con rinnovata speranza (anche se di proclami, in questo periodo, se ne sentono diversi, non certo solo sui giochi ma anche sul Contratto Nazionale che prevede sull’esempio di Campione e recentemente Sanremo pesanti tagli del costo del personale). Federgioco ha allo studio interventi nei confronti del Governo su quello che è il problema di fondo, quello che ha causato danni incalcolabili che è l’impossibilità di cambiare contanti in fiches, il limite è molto basso: 1.000 euro, vera difficoltà delle case da gioco italiane che devono fare i conti con le maglie assai più larghe dei casinò che si trovano a poca distanza dal confine italiano.

Sull’eliminazione (o su una nuova possibile soglia) gli addetti ai lavori dicono che il problema è che questa normativa è stata interpretata in maniera assolutamente restrittiva dal Governo Italiano: praticamente è impossibile cambiare contanti in fiches anche se la norma, giusta e condivisibile, dell’Unione Europea consente di utilizzare il contante per giocate fino a 7.500 euro. C’è però da ricordare che se era stato il governo Monti, con la legge Salva Italia, ad abbassare nel dicembre 2011 la soglia massima per l’uso del contante da 2.500 agli attuali 1.000 euro, già il precedente governo Berlusconi, dando attuazione alla direttiva europea in materia di antiriciclaggio, l’aveva dimezzata, da 5.000 a 2.500 euro.

Questo vincolo evidente fa sì che i ricchi italiani che frequentano i casinò, anche per paura di essere immediatamente schedati e magari segnalati all’Agenzia delle Entrate per un controllo punitivo, preferiscono fare qualche chilometro in più per recarsi nei paesi dei nostri competitor europei quali Austria, Svizzera, Slovenia, Francia o la vicina Montecarlo dove questi limiti non esistono e possono giocare più tranquillamente.

A Sanremo, dopo l’approvazione dell’accordo salva-casinò, per fermare la crisi che imperversa, la parola, dicono le rappresentanze sindacali, ora passa alla Proprietà che deve fare un passo avanti affinchè la casa da gioco abbia le risorse necessarie e torni ad essere protagonista del proprio futuro. Le organizzazioni sindacali attendono di sapere cosa le istituzioni diranno loro, ma chiedono nel contempo che gli impegni presi da Casino SpA siano rispettati (riorganizzazione, aumento della produttività e investimenti) prima che la città sia destinata ad un brusco risveglio.

Carlo Alessi

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