/ Politica

Politica | 07 giugno 2013, 07:51

Casinò di Sanremo: oggi potrebbe essere firmata l'intesa. Dubbi sull'esito del referendum, l'incognita non va sottovalutata

L'azienda spinge sull'acceleratore per mettere in sicurezza la casa da gioco, i sindacati fatto il punto della situazione e sul percorso da seguire con l'assemblea generale del personale (per consultare la base e illustrare l'accordo) indetta per mercoledì 12 giugno.

Casinò di Sanremo: oggi potrebbe essere firmata l'intesa. Dubbi sull'esito del referendum, l'incognita non va sottovalutata

Dopo settimane di trattative oggi potrebbe essere siglato il nuovo accordo tra Casinò Spa e le rappresentanze delle organizzazioni sindacali della casa da gioco, accordo che dovrebbe garantire la messa in sicurezza dei conti della principale azienda della provincia.

La  necessità di trovare una soluzione tramite il proposto 'accordo  ponte' e a seguire il contratto di solidarietà per garantire la continuità in relazione alla  possibilità immediata di riduzione del costo del lavoro e evitare il rischio dei licenziamenti potrebbe fungere da forza trainante per giungere come detto alla firma dell'accordo.

L'azienda spinge sull'acceleratore per mettere in sicurezza la casa da gioco, i sindacati fatto il punto della situazione e sul percorso da seguire con l'assemblea generale del personale (per consultare la base e illustrare l'accordo) indetta per mercoledì 12 giugno e soprattutto indire il referendum che dovrà avvenire entro venerdì 14, consultazione prevista anche  dall'accordo interconfederale del giugno 2011. In questo contesto l'accordo, nonostante abbia come peculiarità il maggior onere economico a carico dei lavoratori, sembra godere di ampio e crescente favore da parte dei dipendenti. Sullo sfondo, però, a complicare le cose di un discorso che nonostante le molteplici difficoltà sembrava bene avviato, emerge una spaccatura profonda e difficilmente sanabile tra le sigle sindacali, in particolare lo Snalc, che ha polemicamente abbandonato il tavolo della trattativa e adesso è intenzionato a cavalcare la protesta, esibendo il cartellino giallo su un accordo che viene messo in discussione per l'alto costo economico (quasi il doppio del precedente accordo) a carico del personale con un taglio medio in busta paga di oltre 600 euro mensili con in aggiunta la perdita secca del 50 per cento della quattordicesima mensilità evidenziando come il taglio (del 20 per cento) dell'orario di lavoro settimanale sia considerato un danno alla produttività.

Da più parti si ritiene che un momento di riflessione e di ragionamento sulla fattibilità dell'accordo si renda necessario perchè l'argomento taglio della busta paga ha il potere di catalizzare l'attenzione dei lavoratori ,argomento questo ,che potrebbe essere determinante ai fini del risultato referendario di cui l'esito positivo non deve essere dato per scontato visto che il 19 aprile un accordo analogo era stato sonoramente bocciato (da 220 contrari sui 330 aventi diritto al voto) dai lavoratori.

Carlo Alessi

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium