Il nostro lettore di Sanremo, Silvano Toffolutti, ci ha scritto per ricordare la figura di Ottavio Missoni, recentemente scomparso:
“Nel mio studiolo vicino al computer non ho appeso l’attestato di Laurea ma un ben decorato poster di forma classicheggiante e ben incorniciato, della società sportiva ‘Libertas’ di Trieste dove in bella scrittura a mano è scritto: ‘CONI-FIDAL –Diploma di Campione Regionale di Atletica Pulcini 1947-1948 – rilasciato a Toffolutti Silvano del C.S.Alabarda –Trieste nella Gara Corsa Staffetta 4x100 in 48”-1/10’. E’ stato in quegli anni dell’immediato dopoguerra che ho conosciuto e frequentato Ottavio Missoni con il quale noi ragazzini quasi giornalmente ci allenavamo considerandolo giustamente il nostro idolo da imitare. Lui aveva già 10 anni più di me ed a quell’epoca si stava preparando per le Olimpiadi di Londra nelle quali , già ventisettenne , giunse nella finale dei 400 ostacoli per cui noi tutti esultammo aspettando il suo festeggiatissimo ritorno. Quando ritornò al nostro stadio indossava, riportata da Londra, una bella tuta aderente azzurra in maglia con la scritta SUOMI (Finlandia) di cui tutti ci innamorammo, assillando a nostra volta madri e nonne a trasformare ad imitazione mutande lunghe e maglie di lana dei nonni, opportunamente tinte in azzurro per assomigliare a lui! Se non ricordo male fu proprio allora che lui iniziò con una piccola attività di maglieria a Trieste che poi progressivamente lo ha portato a diventare una star mondiale di una moda bellissima e funzionale. Lui era allora molto bene allenato da Giorgio Oberweger che, occupandosi anche di noi ragazzi, ci aveva insegnato a compiere perfettamente i cambi della staffetta che con la mia società riuscivamo quasi sempre a vincere tanto che andammo anche a Roma nel 1950 al gran premio delle regioni . Ancora oggi dopo quasi settant’anni quando mi sgranchisco un poco le già vetuste membra rifaccio quegli esercizi che Giorgio ci aveva inculcato a dovere. Quando dopo la lungamente tipica ‘gestazione alla sanremese’ ho visto finalmente realizzarsi la pista di Pian di Poma avevo pensato ad Ottavio ripromettendomi di trovare il modo di contattarlo per chiedergli la sua disponibilità a venirla magari ad inaugurare, poi purtroppo dopo il recente suo dramma della perdita del figlio primogenito, avevo desistito anche perché la pista era teoricamente pronta ma non sapevo quando avrebbe cominciato a funzionare! Lui se n’è andato prima lasciando solo il ricordo di un grandissimo campione dello sport e della vita che con una straordinaria semplicità e modestia ha portato sempre ai vertici di quello che faceva. Dovrà restare uno splendido esempio per le nuove generazioni, e magari questa pigra città potrebbe anche intitolargli degnamente il suo nuovo Stadio, forse ne prenderebbe più lustro anche Sanremo. Io per mio conto lo saluto all’istriana con un ‘ciao bel mulo’.”










