"Illustrissimo Presidente,
ci rendiamo conto che, nel difficilissimo momento che vive il nostro Paese, questa nostra lettera Le sembrerà al limite del surreale. Purtroppo è al limite del surreale la situazione di incertezza che vivono le nostre aziende, i nostri collaboratori e le nostre famiglie.
Ebbene da quando è cominciato il balletto della data delle elezioni, abbiamo appreso con nostra somma incredulità che la manifestazione televisiva e canora popolare per eccellenza non sarebbe compatibile con la campagna elettorale. Essendo un settore fortemente stagionale, il turismo è fatto di programmazione. Quella stessa programmazione che la vicina Costa Azzurra adotta ogni anno annunciando le date del Carnevale con 12 mesi di anticipo e permettendo ai nostri alberghi di ricevere prenotazioni da tutta Europa. Ciò evidentemente non capita per i palinsesti televisivi nazionali, per cui la data annunciata e confermata del Festival di Sanremo in autunno e fissata per il 12-16 febbraio 2013, ora è fortemente messa in discussione.
Apprendiamo da fonti giornalistiche che la RAI starebbe pensando ad uno slittamento del Festival di Sanremo in una data compresa fra il 26 febbraio e il 18 marzo, subordinando la comunicazione definitiva allo scioglimento delle camere e alla fissazione della data delle prossime elezioni politiche. Autorevoli commentatori hanno già bollato come al limite del ridicolo la situazione, noi però vogliamo porre alla Sua attenzione il fatto che questo clima di totale incertezza ha portato le nostre aziende, stante l'importanza turistica del Festival della Canzone per la nostra città, a bloccare tutte le prenotazioni per oltre un mese, dal 12/2 al 18/3.
Se la situazione non si sbloccasse nel giro di pochi giorni, ciò significherebbe che, una volta fissata la nuova data del Festival, le camere dei nostri alberghi avranno un'alta probabilità di restare vuote per 4 settimane su 5. Il che costringerebbe molte aziende a dover ricorrere ad una chiusura forzata, ricorrendo a licenziamenti o alla cassa integrazione in deroga, con gravissime ripercussioni per tutti i lavoratori del settore e dell'indotto. Lo spostamento della data peraltro avrebbe comunque pesanti ripercussioni anche sui rapporti in essere con i tour operator stranieri, molti dei quali hanno effettuato le loro prenotazioni per il Carnevale, esponendo le nostre aziende, già segnate dalla crisi, al rischio di dover far fronte a pesanti penali.
Ci troviamo quindi costretti, con sommo imbarazzo, ad appellarci a Lei, la più alta carica dello Stato, affinché possa essere risolto questo incredibile e surreale equivoco che vede le date del Festival della Canzone Italiana subordinate alla data della consultazione elettorale.
Con i nostri più distinti saluti".














