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Imperia Golfo Dianese | 19 ottobre 2012, 13:11

Imperia: provvedimenti sulla scuola del Governo, la dura protesta dei docenti del Liceo Classico Scientifico 'Vieusseux'

"Le prporste costituiscono un attacco senza precedenti alle condizioni di lavoro nel comparto scuola"

Imperia: provvedimenti sulla scuola del Governo, la dura protesta dei docenti del Liceo Classico Scientifico 'Vieusseux'

I docenti del Liceo Classico Scientifico 'G. P. Vieusseux' di Imperia, riuniti in Assemblea Sindacale indetta dalle RSU il giorno 16 ottobre 2012, hanno espresso una decisa opposizione alle proposte sulla scuola inserite nel Patto di Stabilità attualmente in discussione in Parlamento.

"Esse costituiscono - si spiega nel comunicato - un attacco senza precedenti alle condizioni di lavoro nel comparto scuola. Lo dicono i fatti, non le parole:
• Aumento di 6 ore lavorative a parità di stipendio = diminuzione di un terzo dello stesso
• Blocco dell’indennità di vacanza
• Congelamento degli scatti di anzianità

In questi ultimi anni il mondo della scuola ha già pagato un prezzo altissimo a causa dei tagli imposti dal cosiddetto risanamento. Essi hanno provocato, tra l’altro, la formazione di classi di trenta e più studenti nelle quali le attività didattiche sono per forza di cose fortemente compromesse e hanno comportato un rilevante aumento del lavoro 'sommerso' che gli insegnanti svolgono al di fuori del loro orario di lavoro (facendo gratis a casa quello che i loro colleghi europei fanno a scuola a pagamento). È infatti opportuno ricordare, per smentire il luogo comune che nella scuola si lavori poco, che le 18 ore di insegnamento sono solo quelle corrispondenti alle lezioni frontali, alle quali vanno poi aggiunte tutte quelle – non retribuite – necessarie a correzioni, preparazioni, riunioni, ecc.

Mentre calcola il taglio – così ottenuto – di 905 milioni di euro, il governo 'tecnico' conferma il rifinanziamento di 233 milioni di euro alle scuole private e bandisce un concorso dagli elevati costi, che avrà un unico effetto sicuro: rendere ancora più confusa ed incongruente la situazione dei precari, che vedranno svanire altre decine di migliaia di posti di lavoro. È quasi superfluo far notare che in questo modo si ostacola il rinnovamento generazionale del corpo insegnante, con evidente danno per la qualità dell’insegnamento. Col previsto aumento di ore lavorative sparirà una cattedra su sei, rendendo non solo un miraggio l’ingresso in ruolo, ma mettendo a rischio la stessa situazione del personale attualmente in ruolo.

L’aspetto più grave dell’operazione, che si vuol consumare, sta nel tentativo incostituzionale di por mano d’autorità alla modifica del contratto nazionale, prescindendo in nome delle esigenze di bilancio da ogni confronto di fatto con le parti sociali. 

I docenti del Liceo non sono disponibili a subire passivamente questo attacco ed hanno perciò deciso di adottare le seguenti iniziative di protesta, che vanno oltre le proposte finora deludenti e palesemente inefficaci delle organizzazioni sindacali: 

      

1. Non rendersi disponibili ad accompagnare le classi in visite di istruzione di più giorni o comunque quando sia previsto anche un solo pernottamento.
2. Limitare inderogabilmente i colloqui scuola-famiglia alle fasce orarie previste
dal POF.

3. Non avvalersi di nessuna consulenza esterna relativa a corsi di
aggiornamento e progetti se non fornita a titolo gratuito.
4. Organizzare attività volte a far emergere il lavoro sommerso legato alla
professione docente, per evidenziare come il nostro lavoro vada ben al di là
delle diciotto ore di insegnamento frontale.

I docenti si impegnano inoltre a informare gli studenti e le loro famiglie delle decisioni prese, chiarendone le motivazioni, finalizzate – nell’interesse comune di tutte le sue componenti – a fermare il tentativo di smantellare quel poco che resta della scuola pubblica italiana".

A. Gu.

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