Eccoci finalmente ai nastri di partenza della 29a edizione del Festival Internazionale di Villa Faraldi si prepara a una grande apertura, con un concerto spettacolare, che va molto al di là della musica che propone: Yuval e Wisam Duo, un dialogo musicale di Pace tra due grandi Maestri. “Suoni oltre confini”, un confronto musicale israeliano-palestinese, per domani alle 22, a Villa Faraldi.
Yuval Avital, chitarra classica, chitarra elettrica, live electronics, israeliano, nato a Gerusalemme nel 1977 e Wisam Gibran, oud, violino, palestinese nato a Nazareth nel 1970. Un incontro tra due compositori straordinari che nel loro linguaggio uniscono tradizione e creatività; un concerto di due virtuosi del loro strumento; un esempio di profonda e disinteressata amicizia che non tiene conto dell'abisso tra Israele e Palestina, anzi non lo considera nemmeno. La musica di Yuval e Wisam non può essere definita da una categoria specifica, ma è il risultato di un percorso di due grandi interpreti che va oltre il suono: insieme si ascoltano l'un l'altro, giocano, improvvisano, sembrano scoprirsi e riconoscersi, creando suoni contemporanei, a partire da una ricerca profonda che dalle radici della musica tradizionale arriva alla sintesi del mondo musicale odierno. Il Festival Di Villa Faraldi è lieto di ospitare una performance musicale significativa e di grande fascino, non soltanto per il suo valore estetico ma anche per quello etico.
Wisam Gibran, nato a Nazareth nel 1970, è uno dei più importanti compositori palestinesi; perfezionatosi in composizione presso il Conservatorio Tchaikovsky di Mosca, ha lavorato con maestri come G. Ligeti, G. Kurtag, M. Kagel, P. Boulez e K.H. Stockhausen ed è stato assistente di Daniel Barenboim allo Staatsoper di Berlino. I suoi lavori sono stati eseguiti alla Carnegie Hall di New York, il Concertgebouw di Amsterdam e il Bolshoi di Mosca. Ha partecipato al West-Eastern Divan project a Weimar, organizzato da Daniel Barenboim, Yo-Yo Ma & Edward Said ed è stato il fondatore, organizzatore e direttore dell’Arab Jewish Youth Orchestra in Israele. Nato a Gerusalemme nel 1977, Yuval Avital è compositore e chitarrista classico: i suoi lavori spaziano da composizioni virtuose per strumenti solisti a formazioni su larga scala. Come compositore ed esecutore, sia in solo che in formazione orchestrale, ha suonato in sedi e festival quali il Centre Pompidou, il Toronto Performing Art Center,il Beijing Central Conservatory, il Miami Art Basel. Tra gli ultimi suoi lavori, Samaritani per MiTo SettembreMusica; Mise en Abîme, registrata dal Dipartimento di strategie e tecnologie di RAI nel 2011; Leilit per Romaeuropa Festival; Garon, concerto di chiusura della mostra di Anish Kapoor alla Fabbrica del Vapore di Milano nel 2012.
Il concerto è organizzato dall'Associazione Culturale Magà Global Arts, la "factory" milanese fondata da Yuval Avital nel 2005, che si sta affermando come portavoce di nuovi linguaggi musicali per l'attenzione ai contenuti culturali e il rigore etico delle proprie proposte. L’artista ha deciso di partecipare dopo aver conosciuto le problematiche economiche del Festival, offrendo un grande concerto a budget ridotto. Wisam Gibran per partecipare partirà direttamente da Nazareth, entrambi hanno scelto di esserci, sposando la politica di ridimensionamento dei costi!
Gli artisti incontreranno informalmente, la sera di venerdì, i rappresentanti del Comune di Time (Norvegia – gemellato con Villa Faraldi) per confrontarsi sulle tematiche comuni dello sviluppo culturale come modello di integrazione sociale tra i popoli, con il desiderio di promuovere un grande progetto culturale comune. Perché l’arte è anche integrazione tra i popoli, scambio di idee tra culture diverse, per fornire a tutti noi il cibo per la nostra anima. L’ingresso è gratuito.
Dopo Festival: come ogni anno, dopo le serate del festival degustazioni gratuite sotto le stelle e incontri con gli artisti. Domani alle 18, presso il centro culturale Fritz Roed di Villa Faraldi, verrà anche inaugurata la prestigiosa mostra 'Woman', Arte Contemporanea di Marian Heyerdhal.
















