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Politica | 08 giugno 2012, 00:02

Sanremo: discussione sul casinò, Moroni minaccia le dimissioni "Siamo a -30% e non si sta facendo nulla"

Il consigliere comunale del Pdl Massimiliano Moroni, durante la discussione sul casinò, al termine di un acceso intervento ha minacciato le dimissioni. "Valuterò ora, durante il consiglio comunale, se dimettermi o no" ha detto.

Massimiliano Moroni

Massimiliano Moroni

"Io sono pronto anche a dimettermi, non mi spinge nulla a stare qui se non solo la passione". Così il consigliere comunale del Pdl Massimiliano Moroni ha concluso il suo intervento, durante l'assise cittadina, sulla pratica del casinò. Moroni, che della casa da gioco è anche un dipendente, si è così confermato la voce fuorid al coro della maggioranza. "Al casinò non va assolutamente bene nulla - ha detto - Si parla di gioco on line quando, in realtà, questo è ancora chiuso ed è costato una cifra. Si è partiti dal 52% e siamo ora all'81%. Qui non se ne può più di dare percentuali a questa società che non portano a nulla, se non solo ad un impoverimento della città e dei cittadini. Sennò non saremmo qui ogni tre mesi a dare percentuali maggiori".

"La spa così come è strutturata non va bene - ha incalzato Moroni - Siamo a -30% e non si sta facendo nulla. Ora bisogna chiedere a qualcuno di assumersi la colpa. Basta a dire: maledetti croupier ! Il casinò negli ultimi 20 anni ha dato alla città 800 milioni di euro, dove sono finiti ? C'è sempre stata la politica al casinò, tutti ci hanno sempre attinto anche per fini elettorali. Io mi sono candidato per fare dei cambiamenti e dei tagli, ma questa politica a cosa ci porta ? Io non sono qui ad alzare la mano a prescindere per approvare l'81%, anche perchè con l'81% riusciremo a respirare, forse, fino ad ottobre. Abbiamo direttori che prendono lauti compensi e progettano di fare un tunnel ?".

"Io non vedo da parte di chi sta qui dentro, e da chi c'è stato negli ultimi 20 anni, idee per salvare il casinò - ha proseguito l'esponente del Pdl - E' troppo facile dire: licenziamo la gente. Poi basta parlare di maxi stipendi, 4000 euro al mese non li prende la maggioranza dei dipendenti. Sono dipendenti che, fino ad oggi, hanno mantenuto tutti. Gli scioperi, dove io ho aderito, servono a dare un segnale. Mi devo sentire sporco perchè faccio un lavoro ? Io vado a testa alta - ha concluso Massimiliano Moroni - nessuno mi dia del fancazzista, del mafioso o del ladro. Valuterò ora, durante il consiglio comunale, se dimettermi o no".

Subito dopo Massimiliano Moroni è stato raggiunto dal sindaco Maurizio Zoccarato, con cui si è intrattenuto per diversi minuti.

Federico Marchi

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