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Politica | 07 giugno 2012, 23:19

Sanremo: alla Casino Spa l'81% degli incassi. Berrino "Necessario per l'equilibrio". Donzella "No, servono scelte vere"

La crisi del Casinò ha animato il consiglio comunale di Sanremo. In discussione la modifica della convenzione che regola i rapporti econimici tra il Comune e la casino spa. "Questo è un calvario che porterà a brevissimo a portare i libri in tribunale" ha detto Massimo Donzella.

Sanremo: alla Casino Spa l'81% degli incassi. Berrino "Necessario per l'equilibrio". Donzella "No, servono scelte vere"

Cambia dal 66% all'81% la percentuale degli incassi della casa da gioco che saranno trattenuti dalla casino spa. Una modifica necessaria per garantire un equilibrio della società che gestisce la casa da gioco sanremese. La pratica è stata al centro del consiglio comunale di Sanremo. 

"Con una previsione di incassi annuale per il 2012 di 55 milioni e 232 mila euro, escluso il gioco on line - ha detto l'assessore alle società partecipate Gianni Berrino - l'equilibrio economico della società sarà ottenuto incrementando la convenzione con una percentuale di incassi a favore della spa dell'81%, fermo restando 90% per i tornei di poker ed il 100% per i giochi on line. Il piano di impresa e la ricapitalizzazione saranno poi necessari per poter svolgere adeguatamente l'attività della società".

Inevitabilmente la discussione ha poi acceso gli animi in aula. Il primo ad intervenire, tra i banchi dell'opposizione, è stato il consigliere Massimo Donzella. "Questo è un calvario che porterà a brevissimo a portare i libri in tribunale - ha detto - non basta alzare la percentuale all'81%, serve una vera prospettiva futura. Bisogna analizzare le responsabilità e le mancanze di proposte vere che ci sono state in questi anni".

"Nel maggio 2012 il casinò di Venezia ha avuto introiti per 10,5 milioni, Campione 7 milioni, Saint Vincent 5,9 milioni, Sanremo 3,6 milioni. Siamo al 6 giugno e siamo ad almeno un -22 o 23% rispetto allo scorso anno. Anni fa Venezia e Campione erano i fanalini di coda, mentre Saint Vincent era il primo. Loro - prosegue Massimo Donzella -  hanno avuto una classe dirigenziale che ha fatto scelte importanti in termini di investimenti. Venezia ha creato un casinò americano fantastico vicino all'aeroporto, Campione ha rifatto completamente la struttura. Saint Vincent invece, che era il primo, ha fatto come Sanremo ed ha regredito".

"Nella nostra casa da gioco, soprattutto alla fine degli anni '90, quando entravano 50 milioni di euro al Comune invece che versarli per investimenti non è stato fatto nulla. Oggi bisogna così ricorrere ai ripari. Ci vorrebbe un sindaco lungimirante che prenda sindacati e dipendenti e chieda a tutti di fare dei sacrifici, dando però una luce come via d'uscita, con un obiettivo di rinascita a tre o cinque anni - ha concluso - Servono scelte vere".

Federico Marchi

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