Pronto soccorso affollati, carenza di guardie mediche ed emergenza territoriale. È stata la sanità a tenere banco nel consiglio regionale di oggi, 13 gennaio. A poco più di una settimana dall’avvio della riforma sanitaria, che richiederà un certo tempo di “rodaggio”, i temi più discussi sono stati i pronto soccorso e l’emergenza territoriale della città di Genova, andati in tilt durante le festività. Su questi argomenti è intervenuto il Partito Democratico con due interrogazioni. La prima riguarda le difficoltà nel gestire la copertura della guardia medica nei giorni delle Feste natalizie, quando la maggior parte dei turni è rimasta scoperta. Sul caso era intervenuta la Giunta, che aveva attribuito il problema alla mancanza di medici disponibili a coprire i turni assegnati.
“A fronte delle dichiarazioni rese dalla Giunta regionale – ha spiegato Piccardo del Pd – sono intervenute prese di posizione da parte degli stessi medici coinvolti che hanno contestato tale ricostruzione, evidenziando criticità organizzative e gestionali del servizio e negando che le responsabilità possano essere attribuite alle singole scelte individuali”. La carenza di personale di guardia medica ha avuto ricadute immediate e pesanti sui Pronto soccorso, che hanno registrato un grande afflusso di pazienti, con pazienti in attesa sulle barelle e ambulanze in coda. “In quelle giornate i pronto soccorso di San Martino, Galliera e Villa Scassi – afferma Armando Sanna, capogruppo del Pd – hanno registrato un iper-afflusso eccezionale di pazienti, con oltre 300 accessi giornalieri complessivi, determinando una condizione di sovraffollamento strutturale. Questi dati sono la sintesi di una carenza a livello territoriale. Chiediamo quali azioni immediate, strutturali e organizzative la Regione intenda adottare per garantire la continuità assistenziale territoriale nei periodi festivi ed evitare il ripetersi di situazioni di sovraffollamento dei Pronto Soccorso, blocco delle ambulanze, carenza di barelle”.
Una situazione che, secondo il Pd, dimostrerebbe il “fallimento del piano sulla medicina territoriale” messo in campo dalla Giunta. “La riforma della sanità è partita zoppa e continua a esserlo. A pagarne le conseguenze sono stati e continuano a essere i cittadini e il personale sanitario”, dicono Sanna e Piccardo. “Contiamo da qui alla settimana prossima di mettere in atto azioni per la riduzione del boarding – ha spiegato Nicolò – e per migliorare la presa in carico del territorio”. “Nel periodo natalizio, caratterizzato da festività ravvicinate e dal prevedibile incremento delle sindromi influenzali – ha detto Nicolò – la Regione ha fornito indicazioni alle Asl per l’apertura degli studi dei medici di assistenza primaria a ciclo di scelta anche nelle giornate di sabato, festive e prefestive, in attuazione dell’Accordo Integrativo Regionale del 2022, al fine di contenere l’afflusso ai Pronto Soccorso e fronteggiare eventuali scoperture dei turni di continuità assistenziale. Le Asl, compresa ASL 3, hanno provveduto a informare la cittadinanza sulle sedi e sugli orari del servizio attivato”.
“Ai medici di continuità assistenziale operanti nei poli territoriali – ha concluso Nicolò – sono riconosciute indennità orarie aggiuntive, maggiorate per i turni svolti nelle festività di particolare rilevanza, secondo quanto previsto dagli Accordi Integrativi Regionali previgenti e dal nuovo, in vigore dal 1° gennaio 2026, nel rispetto della compatibilità economica e di sistema. Nel nuovo assetto organizzativo regionale di sistema, la Direzione di ATS Liguria sarà maggiormente impegnata a garantire in maniera ancora più sinergica ed organica un più efficiente ed efficace servizio di Continuità assistenziale anche e soprattutto rafforzandone l’integrazione con l’assistenza resa nelle Case della Comunità”.














