“Nell’esprimere la vicinanza a quanti sono stati colpiti dal lutto a causa dell'ondata sismica in Emilia Romagna, un pensiero particolare va chi è morto nei capannoni. Nel terremoto della crisi o nella crisi del terremoto il conto lo pagano sempre i lavoratori, sempre tra i più deboli, sempre i primi a pagare, lavoratori costretti a rischiare la propria vita per non perdere il posto di lavoro”. E' quanto scrive la Federazione Provinciale di Imperia del Partito di Rifondazione Comunista n merito al terremoto che ha colpito l'Emilia Romagna.
“I capannoni sono trappole mortali – prosegue la Federazione - così come le palazzine cresciute troppo in fretta sull'onda della speculazione edilizia o le strutture pubbliche realizzate solo con un occhio al ribasso d'asta sugli appalti. Abbiamo scoperto che troppo spesso gli edifici nei quali trascorriamo gran parte della nostra vita sono stati costruiti con materiali scadenti e tecniche approssimative, come appare evidente dallo scarso numero di edifici rimasti in piedi in mezzo ai crolli. I nostri territori sono devastati da politiche di abuso continuo, da tutti i punti di vista, sconvolgendo gli equilibri naturali per il profitto del cemento e delle politiche di urbanizzazione ad ogni costo. Abbiamo visto personaggi di infima statura morale, come il precedente presidente del consiglio, fare campagna elettorale su un terremoto, lasciando nel baratro le popolazioni abruzzesi dopo le elezioni”.
“Scriviamo questo con rabbia, raccogliendo i sentimenti dei cittadini, perchè abbiamo imparato a conoscere il volto della ricostruzione e delle emergenze che lo Stato ha gestito negli ultimi anni – aggiunge il partito - Ci diranno che non ci sono soldi per intervenire in Emilia, come ce lo hanno detto per l’Aquila e per il Levante, e invece noi sappiamo che i soldi ci sono, ma che sono le scelte politiche a determinarne la destinazione. Il denaro pubblico non si risparmia tagliando sulla democrazia e riducendo il numero dei rappresentanti dei cittadini nelle sedi istituzionali, oppure aumentando le accise sulla benzina a discapito di tutta l'economia, ma evitando ben altri sprechi. Le "grandi opere" (TAV, Terzo Valico, ecc.) con i loro costi assurdi, l'estetica della baionetta alla parata del 2 giugno (costo stimato 4 milioni di euro), l'armamento dei droni italiani (oltre mezzo milione di euro a missile) di cui nessuno pare sapere nulla: i soldi per queste cose ci sono”.
“Ma quale opera potrebbe essere più grande della messa in sicurezza di un'intera nazione, opera che darebbe occupazione a migliaia di lavoratori già presenti sui territori? - Si chiede il Partito - È in casi come questo, con tutta la loro violenza e tragicità, che le risorse pubbliche devono essere utilizzate dove servono realmente Come Rifondazione Comunista stiamo contribuendo in maniera attiva nelle zone colpite dal terremoto, prestando le nostre strutture e con l’intervento delle Fasce Rosse di La Spezia, delle Brigate di Solidarietà Attiva e dei nostri volontari già impegnatisi attivamente durante l'alluvione dello scorso ottobre nel Levante ligure. Abbiamo già attivato, dal primo terremoto, una cassa di resistenza a favore delle famiglie colpite”.
I versamenti potranno essere effettuati sul seguente conto corrente: Partito della Rifondazione comunista Comitato regionale Emilia Romagna Via Menganti 8 - 40133 Bologna IT 06 L 02008 12932 000003118146 causale: cassa resistenza terremoto Partito della Rifondazione Comunista Segreteria Provinciale di Imperia














