Forse non si può ancora parlare di fuggi fuggi generale ma poco ci manca. Se poi i numeri fossero “pesati” e non contati, a quel punto la presa di distanza apparirebbe ancor più marcata. Sono questi giorni caldi a Ventimiglia, dopo il ricorso al Tar del Lazio, dell’ex Sindaco Gaetano Scullino, contro il decreto di scioglimento del consiglio comunale. Da una settimana, infatti, dall’ex Sindaco è partita la raccolta firme, tra i membri della Giunta e gli ex consiglieri comunali, per l’intervento ad adiuvandum” ossia il documento di appoggio al ricorso.
Ad oggi, però, le adesioni tra i componenti della Giunta, sono state prossime allo zero con i membri che hanno nicchiato. Di più, per ora, pare che nessuno tra Fabrizio Maccario, Guglielmo Guglielmi, Salvatore Spinella, Andrea Spinosi e Roberto Nazzari, abbia sottoscritto il ricorso. Proprio quest’ultimo, l’ex Vicesindaco, risulterebbe l’unico intenzionato ad apporre la propria sigla sul documento.
Tra i consiglieri comunali di maggioranza, l’ex primo cittadino, invece, risulterebbe abbia già incassato il sì dei pidiellini Isnardi, D’Andrea, Folli, Ambesi e Campagna. Per gli altri il discorso è ancora aperto, anche se il campo si restringe con consiglieri di Udc (Merlenghi) e Lega (Paroletti), che hanno appoggiato la maggioranza Scullino, che però per “ordine di scuderia” sono orientati verso il no. Dall’opposizione hanno risposto picche il capogruppo di Ventimiglia Nuova Pietro Raschiotti e il socialista Foti. Appare scontato il forfeit del Pd.
A differenza di quanto avvenuto a Bordighera, ad esempio, con buona parte della maggioranza a sottoscrivere il ricorso al Tar di Bosio, a Ventimiglia, il quadro politico appare frammentato ed ancorato su posizioni profondamente divergenti.














