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Politica | 19 aprile 2012, 13:38

Imperia: continuità dell'attuale amministrazione e commissariamento, il punto di vista di Pasquale Indulgenza (PRC)

"E' davvero notevole il fatto che certa politica e certi ambienti poltico-associativi pensino al commissariamento prefettizio come ad un qualcosa il cui innesco si può stabilire a tempo, in dipendenza di ritenute priorità da soddisfare"

Pasquale Indulgenza

Pasquale Indulgenza

"Ogni giorno che passa, da più parti, trasversalmente, si evocano questioni amministrative che dovrebbero far preferire il mantenimento in vita per diversi mesi dell'attuale, screditatissima amministrazione ad una gestione commissariale". Ad affermarlo è Pasquale Indulgenza, capo gruppo PRC al Comune di Imperia, che continua: "E' davvero notevole il fatto che certa politica e certi ambienti poltico-associativi pensino al commissariamento prefettizio, che è un istituto cui per legge si ricorre in condizioni di accertata ed eccezionale motivi di gravità intervenienti nel governo locale e nella vita di un Comune - esattamente quello che si sta manifestando ad Imperia da marzo in modo clamoroso! - come ad un qualcosa il cui innesco si può stabilire a tempo, in dipendenza di ritenute priorità da soddisfare.

Da ultimo, si evoca il fantasma dell'IMU e della nuova tassazione sulle abitazioni. Certo, parliamo di un problema drammaticamente rilevante, nella condizione di crisi presente, ma nessuno degli attori finora rintervenuti al riguardo ha detto una parola sulla sostanza di queste politiche governative. Nessuna delle forze politiche di riferimento ha speso e spende una parola per denunciare il carattere recessivo e antipopolare di tali misure.

Forse è un po' facile, per quanto legittimo, uscire sui problemi evidenti del nostro Comune a titolo personale o a nome di associazioni territoriali, evitando che lo facciano direttamente e chiaramente i Partiti di riferimento.

E' l'indirizzo governativo di Monti e compagnia, sostenuto da centrosinistra e centrodestra, che va messo in discussione e rigettato. In toto.

Sull'IMU occorrerebbe uscire tutti - sicuramente le forze sociali e politiche della Sinistra - con una mobilitazione di massa che facesse chiarezza sulla vergogna di misure intese a confondere artatamente e iniquamente le condizioni e le possibilità dei ceti popolari con quelle dei ceti proprietari, il diritto alla casa per vivere dignitosamente e le mille speculazioni su 'seconde', 'terze', quarte ed 'enne' case di proprietà!

Ma il punto è che esse si inseriscono organicamente in un quadro in cui si stanno consumando altre cose di inaudita gravità, che ne aggraveranno in maniera devastante le conseguenze per le classi meno abbienti, su cui si continua a fare silenzio assoluto: 

1) il 17 aprile, in Italia è stato portato a segno un colpo di stato monetario. Con il pareggio di bilancio in Costituzione si rovescia letteralmente il dettato costituzionale: invece dei diritti si mette al centro la finanza. Da una Repubblica democratica fondata sul lavoro siamo passati ad un protettorato tedesco fondato sulle banche! Un regime che servirà ad imporre politiche sistemiche di tagli alla spesa sociale e di privatizzazione del welare pubblico. Èd è vergognoso e inaccettabile il furto di democrazia attuato dalla maggioranza parlamentare trasversale che impedisce al popolo italiano di pronunciarsi su questo stravolgimento costituzionale.

2) La 'riforma' del lavoro del governo Monti rappresenta un altro gravissimo tassello della destrutturazione dei diritti e della controriforma in atto del modello sociale. Il suo segno è complessivamente regressivo: per la manomissione e lo svuotamento dell’articolo 18, per gli interventi che vengono fatti sugli ammortizzatori sociali, per quelli relativi alle tipologie contrattuali.

Che cosa facciamo, allora, ad Imperia? Se dobbiamo preoccuparci dell'IMU, preoccupiamoci pure, contestualmente, di queste schifezze colossali, che sono quelle che determineranno come già stanno determinando, la disperazione sociale per milioni di cittadini. Scendiamo in piazza con lavoratori, pensionati, precari, utenti dei servizi, magari anche con un bel pò di cittadini proprietari di qualche casa, ma rappresentiamo con la forza e la chiarezza necessarie tutta la nostra riprovazione e opposizione verso questi indirizzi, fino ad oggi tranquillamente e convintamente sostenuti ed attuati dai nostri amministratori locali liberisti e mercatisti, con i quali ora dovremmo, secondo certi sentiti consigli, fare 'salute pubblica'.

Amministratori e dirigenti politici che, con i loro referenti regionali e parlamentari, hanno favorito - direttamente ed indirettamente -, una gestione dell'edilizia privata e dell'urbanistica dalla quale è derivata in larga misura l'incredibile bolla speculativa che è andata crescendo mostruosamente in questo disgraziato quindicennio, determinata da come e quanto è stato gonfiato il mercato immobiliare e sono stati lasciati salire i prezzi di abitazioni e affitti, con un enorme vantaggio per la rendita e le speculazioni. 

Per non parlare - stando alle motivazioni di certe indagini ufficiali in corso - di ipotizzati, pesantissimi danni alla collettività e al pubblico. 

Una Sinistra che si rispetti, in primo luogo, dovrebbe lottare per fare chiarezza rispetto a questo - rispetto a questa situazione profondamente alterata da disuguaglianze e sperequazioni nel territorio ed ottenere anche localmente l'esigibilità di quella giustizia sociale di cui parla la nostra Costituzione e che finora non si è mai vista".

A. Gu.

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