"A conclusione di una 'maratona' che ci ha impegnati fino alle otto del mattino, è stata approvata la delibera di indirizzo intesa a mettere in sicurezza l'Ente e la portualità cittadina. Essa è stata votata anche dalla parte maggioritaria del PdL, che pure al momento della dichiarazione di voto aveva annunciato solennemente che non lo avrebbe fatto se non fossero stati accolti i propri emendamenti (e dire che è andata sotto ben tre volte!!!). Tra gli emendamenti invece approvati, c'è quello proposto dal PRC, condiviso con gli altri Gruppi di Opposizione, che ha ottenuto che si richieda anche una verifica accurata dei termini in cui in questi sette anni si è dato ad intendere di aver soddisfatto la contestualità richiesta nelle Presccrizioni della Regione Liguria in ordine al trasferimento di funzioni produttive e relative strutture da Porto Maurizio ad Oneglia, in realtà impropriamente assorbite anch'esse nel gioco di 'scatole cinesi' della grande speculazione che si è giocata con la vicenda del porto turistico".
Lo scrive Pasquale Indulgenza, capogruppo del PRC ad Imperia, che prosegue: "Adesso, sin dalle prossime ore, le nostre rappresentanze (PD, Sinistra per Imperia, Lista "Con Imperia", PRC) verificheranno le condizioni per presentare e approvare la mozione di sfiducia che abbiamo annunciato, ma ci auguriamo ancora che il Sindaco si renda conto autonomamente, prima che si affronti questo esito, del carattere ineludibile della situazione di ingovernabilità che si è determinata, che non discende da capricciose volontà di rottura o da calcoli mediocri, ma dalla profondità e insanabilità strutturale dello scontro che si è aperto della Destra locale (non solo nel PdL, ma anche tra questo e la Lega Nord). La situazione in essere è paradossale e tristissima: un fronteggiamento feroce, 'senza esclusione di colpi', come si è visto ieri, nel quale il pezzo maggioritario del PdL vuole chiudere subito con Strescino perché questi, rompendo un patto, costituisce ora, con la sua stessa figura, un problema insostenibile; dall'altra parte, Strescino intende proseguire nel mandato di quel tanto ritenuto utile e necessario per rappresentare all'opinione pubblica, nel pieno della bufera che si è abbattuta sul Comune, un proprio coerente distacco dalla sua vecchia appartenenza, ora che ha preso coscienza del 'marcio in Danimarca'. Ma entrambe le mire sono, a ben vedere, figlie della stessa logica, una concezione del potere che è quasi di identificazione e accentuatamente 'presidenzialistica', così come sono figli di una stessa matrice gli attori principali di questa vicenda deteriore che, se portata avanti anche solo per qualche settimana, rischia di compromettere ancor più pesantemente la normalità del confronto democratico e la fiducia nella rappresentanza elettiva".
"Ma il Sindaco - termina Indulgenza - proprio perché tale, e proprio perché continua a rimettersi in modo solenne al Consiglio, non può non sentire, prima di qualsivoglia altro dovere, la responsabilità di un gesto necessario di umiltà e vero coraggio istituzionale, congedandosi dignitosamente con quanto si è ottenuto di deliberare ieri per la salvaguardia del Comune e facendo cessare la consiliatura, piuttosto che ergersi dall'alto di un 'pulpito' alquanto improvvisato dal quale, novello Savonarola, prende imperiosamente a declinare una agenda dell'azione amministrativa che è in realtà una selezione politica di alcune pratiche, definite come super partes e di carattere prioritario. Va ricordato con chiarezza, nuovamente, che se l' 'illuminazione' del Sindaco Strescino fosse avvenuta un pò prima, ancora entro la fine di febbraio, queste stesse pratiche, con tutto il resto dei còmpiti dell'amministrazione comunale, sarebbero stati soddisfatte in modo ben più esauriente da nuove cariche pubbliche, perché avremmo potuto votare democraticamente già nel maggio prossimo, evitandoci, oltre che le scene pesantissime di guerra tra fazioni e conseguenti, reciproci tentativi di azzannamento e sbranamento, una sorta di campagna elettorale anticipata, prima che arrivi il fatale commissariamento, sostanzialmente a vantaggio dell'immagine, tanto parziale quanto forzata nelle modalità, pretesa da un emergente 'partito della responsabilità'. Un indirizzo che oggi arriva addirittura a proporci aumenti del 10 % di spesa nel sociale, dopo che per ben tredici anni i suoi diversi alfieri hanno voluto 'insegnarci' la necessità indiscutibile delle piu strette misure liberiste di minimizzazione della spesa pubblica e di espansione del mercato, negandoci con la brutale forza dei numeri e di categorici e sistematici 'niet' tutte le nostre iniziative e proposte intese a contrastare la distruzione del welfare municipale e i servizi locali e a soccorrere in via prioritaria le fasce maggiormente disagiate della popolazione!"














