"Interessante Consiglio Comunale, quello di questa notte o, per meglio dire, di questa mattina, considerato che è terminato alle 7,30. Interessante perché è andata in scena, in tutta la sua tragicomicità, la disfatta dell’armata Brancaleone del PdL, per l’occasione condotta con mirabile inconsistenza, condita dalla usuale macchiettistica acidità da zia acida di un film di Sordi degli anni ’50, che vorrebbe essere malevola ma risulta solo ridicola, dalla Consigliera Poillucci, alla quale il PdL ha dato il compito di parlare con i tempi del capogruppo, con l’ovvio risultato disastroso di dare l’immagine di un partito rancoroso senza idee, senza strategia, senza argomenti, senza prospettive che è capace solo di fare una serie impressionate di autogoal".
Lo scrive Giuseppe Fossati, capogruppo di FLI, che prosegue: "Ci avevano raccontato che, subito dopo il consiglio, 21 consiglieri del PdL e di moderni mercenari si sarebbero dimessi, mandando a casa tutti quanti. Bene, nulla di tutto ciò. Alla fine del consiglio si contavano solo 13 consiglieri del PdL presenti che, ovviamente, si sono ben guardati dal dimettersi, benché avessero strombazzato a tutti i venti come fosse un obbligo morale e politico farlo. Interessante anche la nascita di un nuovo gruppo consiliare, fedele al Sindaco, dal nome bizzarro, che suona come una larvata minaccia, “PdL per Imperia”, e che suscita giustificato terrore negli imperiesi: un altro PdL, specificamente per Imperia? Per carità, che il PdL non faccia più nulla per Imperia, abbiamo già dato. Detto ciò, non posso che ribadire come la delibera adottata sia certamente significativa sotto il profilo politico, in quanto segna una inversione di tendenza nell’atteggiamento del Comune nei confronti della disastrosa gestione della Porto di Imperia s.p.a. Inversione di tendenza solo nell’atteggiamento, però, spiace dirlo".
"La delibera, di fatto - termina Fossati - è praticamente priva di effetti pratici, anche atteso che quasi tutte le forze politiche, dal PdL, al “PdL per Imperia”, alla Lega, passando per l’UdC, Lista Per Imperia e PD hanno respinto come un solo uomo l’emendamento di FLI che chiedeva che il Comune si attivasse immediatamente con un’azione di danni e con la richiesta di sequestri conservativi (ossia blocco dei beni personali) degli amministratori infedeli o incapaci della Porto di Imperia s.p.a., che si sono succeduti nel tempo e che hanno provocato questo disastro, con danni economici incalcolabili alla città. A parole tutti severi ed inflessibili, ma nei fatti timorosi di assumersi responsabilità e di agire in modo deciso, senza guardare in faccia nessuno. Certo, votare tale emendamento sarebbe stato un atto forte e di grande coraggio, veramente libero da ogni timore per i “poteri forti”, politici e soprattutto economici, che governano questa città da decenni e che, forse proprio per questo, ha trovato solo quattro voti a favore, ossia oltre alla solita “faccia di m…” di Fossati di FLI (copyright ufficiale: Carlo Conti e Caltagirone s.p.a., tutti i diritti riservati), Indulgenza di Rifondazione Comunista, Nattero e Dal Mut di Sinistra per Imperia; strana coalizione, in vero, di tre uomini ed una donna realmente responsabili, liberi e coraggiosi (o folli?). Un po’ pochi in un consiglio di 41 membri, compreso il Sindaco. Tutti gli altri, dico tutti, hanno votato contro o si sono astenuti. Non motivazioni tecniche, come oggi qualcuno afferma, ma paura, paura di assumersi responsabilità e passare dai proclami e dalle parole ai fatti. Complimenti, non c’è che dire".














