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Attualità | 10 novembre 2011, 12:49

Prezzo delle olive Dop: la Cia non accetta la decisione del Consorzio

"Si tratta di un prezzo che punisce in maniera ingiustificata la produzione e non premia gli sforzi di molti olivicoltori" ha detto Stefano Roggerone responsabile settore Olivicolo CIA della Liguria.

Prezzo delle olive Dop: la Cia  non accetta la decisione del Consorzio

La Confederazione Italiana Agricoltori di Imperia e della Liguria si oppone con fermezza alla decisione con la quale il Consorzio della DOP Riviera Ligure, nella seduta di ieri,  ha stabilito  il prezzo delle olive a  € 17 a misura.

"Si tratta di un prezzo che punisce in maniera ingiustificata la produzione e non premia gli sforzi che molti olivicoltori quotidianamente fanno per continuare a coltivare gli oliveti e mantenere vivo il presidio sul territorio - ha detto Stefano Roggerone  responsabile settore Olivicolo CIA della Liguria - Le olive da destinare alla DOP sono le migliori olive che si possono produrre  nei nostri uliveti, rispettano standards qualitativi e produttivi molto rigidi e presuppongono professionalità e continui investimenti da parte degli olivicoltori. Stiamo parlando "dell´oro della Liguria" di quell´oro di cui ci si riempie la bocca in convegni e manifestazioni e che è l´elemento essenziale in cui si sostanzia quella integrazione fra turismo-agricoltura e territorio che rappresenta l´unica verosimile ricetta in grado di dare una prospettiva di crescita e di sviluppo all´economia di una parte molto importante della Liguria e alla salvaguardia del suo ambiente. 

Proprio nel momento in cui le drammatiche vicende che hanno colpito la nostra regione  ancora una volta evidenziano impietosamente  l´importanza della presenza dell´uomo sul territorio, la decisione presa dal Consorzio ha il sapore di una beffa, suona come uno schiaffo che le parti economicamente più forti della filiera hanno voluto dare agli olivicoltori e ai buoni proposti di amministratori e amministrati.

Non esiste infatti alcuna motivazione di carattere economico che possa giustificare la decisione presa; l´annata in corso non porterà ad una sovrabbondanza dell´offerta, la qualità della produzione è ottima, le rese in olio delle olive sono più alte della media,  non si è registrata una riduzione delle quotazioni  al consumo dell´olio DOP e non ci sono partite vecchie stoccate nei depositi  che devono  essere ancora vendute. Nulla di tutto questo!

Nella trattativa,  i  rappresentanti della CIA si sono trovati da soli  a rivendicare un prezzo delle olive che non fosse   inferiore ai € 18 più IVA, prezzo minimo al disotto del quale, proprio per le ragioni sopra esposte, non si poteva andare. Purtroppo anche i rappresentanti della produzione che provengono da altre organizzazioni professionali  si sono allineati alle richieste dei frantoiani e degli imbottigliatori,  categorie queste che, è giusto ricordare, almeno in teoria  risultano numericamente in minoranza all´interno del consiglio del Consorzio di Tutela.

Dopo una estenuante trattativa , che  ha comunque avuto il merito di portare  il prezzo delle olive dai  16€ a misura inizialmente pretesi  ai 17€ finali, i membri della CIA hanno manifestato tutta la loro contrarietà non partecipando alla votazione. La decisione pertanto non è stata assunta all´unanimità tra i membri del consiglio del Consorzio. Il prezzo di € 17 a misura infatti è inferiore a quello stabilito ben  quattro anni fa ed è proporzionalmente meno remunerativo dei prezzi siglati nei patti di filiera sin qui sottoscritti. La CIA di Imperia e della Liguria, pur nella consapevolezza dell´importanza che assume  un´intesa unitaria  all´interno della filiera dell´olio DOP e dell´inevitabile passo d´arresto che si è consumato nel cammino della programmazione negoziata, ritiene tuttavia  che  il difficile ruolo di rappresentanza degli interessi economici di una categoria debba  essere esercitato   con estrema coerenza e con  la massima attinenza alle reali condizioni di reddito e di lavoro dei propri rappresentati.

Condizioni che vedono, di anno in anno, crescere tra i consumatori la percezione del  "valore" di un prodotto di grande qualità come l´olio ligure DOP ma contemporaneamente ridursi il prezzo che la catena distributiva di questo valore è disposta a riconoscere ai produttori. I risultati di questa tendenza, incomprensibilmente avallata anche da chi dovrebbe per mandato essere contrario, porteranno inesorabilmente all´abbandono dei nostri uliveti".

Federico Marchi

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