"L’Asl deve trovare 235 milioni di euro per il nuovo ospedale, e per questo prevede di vendere tre strutture al fine di incassare parte dei fondi necessari. Intanto, alla fine del mese, lascerà a casa 16 infermieri e 5 oss con contratto di lavoro interinale". Ad intervenire è Nico Zanchi, responsabile della Sanità della Cisl Fp di Imperia che continua: "La realtà è questa, con i reparti di tutta la provincia in sofferenza e che riescono a malapena a far fronte alla carenza di personale sempre più drammatica. Non è una novità che la Cisl Fp sia contraria alla chiusura delle strutture ospedaliere presenti sul territorio; siamo, semmai favorevoli alla loro riorganizzazione in funzione di una struttura nuova, baricentrica sul territorio, che sia il fulcro dell’assistenza sanitaria imperiese.
"Nelle ultime trattative il direttore generale ha comunicato alle organizzazioni sindacali blocchi di nuove assunzioni (a parte le 15 unità infermieristiche già previste per il 2010 e assunte uìfficialmente oggi), taglio sulle prerstazioni aggiuntive e il non rinnovo per i contratti di lavoro interinale. Questo è il risultato della necessità da parte della regione di recuperare 9 milioni di euro entro il 31 dicembre 2011. A farne le spese però sono i lavoratori, ragazzi giovani che hanno investito in una professione delicata, e che hanno garantito ossigeno a reparti che da tempo viaggiano con troppo poco personale.
L’ASL deve, quindi risparmiare e pensa di farlo non rinnovando contratti interinali e bloccando le assunzioni. A ben guardare, però, emerge che nel 2011 l’ASL spende oltre un milione e mezzo di euro per l’acquisto di prestazioni specialistiche da consulenti privati: le famigerate consulenze esterne. Pensiamo che sarebbe ora di fare una verifica su queste consulenze, tagliando quelle non indispensabili e, secondo noi ce ne sarebbe più di qualcuna, cercando di recuperare, almeno in parte, i fondi necessari per mantenere infermieri e oss nelle corsie.
Una giusta ripartizione delle risorse deve servire a mantenere alta la qulità di assistenza e contestualmente non deve essere influnzatata da scelte di natura politica sia sulla gestione dei fondi che sulla scelta delle consulenze. La Cisl ha, a suo tempo, contestato fortemente la gestione Rossi su queste scelte e avviato un dialogo costruttivo con il nuovo Direttore Generale, Dott. Cotelessa, che intende portare avanti.
Infatti nella giornata di domani la Cisl Fp presenterà un a piattaforma alternativa a quella presentata dall’ amministrazione, basata:
- sulla valorizzazione delle professioni sanitarie: accesso alle prestazioni aggiuntive e progetti incentivi che premino veramente gli sforzi organizzativi
- progetti specifici per il personale tecnico e amministrativo: ritagliare un fondo apposito per valorizzare il personale all’ interno delle strutture, viste la mancanza doi assunzioni da oramai 10 anni
- taglio sulle consulenze e rinvestimento sulle assunzioni di personale sanitario
- attuazione dell’accordo regionale al fine di dedicare il 50% delle prestazioni aggiuntive all’assunzione di personale necessario a coprire le carenze dovute alle lunghe malattie
- utilizzo dei fondi regionali ex art. 40 per attuare passaggi di fascia al personale, con precedenza a quello fermo dalle progressioni, valorizzare i cosiddetti 'reparti pesanti' e dare il via finalmente ai coordinamenti variabili.
Bisogna trovare soluzioni condivise basate sulla valorizzazione del personale. E’ necessario che Amministrazione e OO.SS. adottino una strategia convergente per limitare i danni causati dalle scelte, a volte scellerate, di una politica che sembra non essere in grado di gestire un momento così difficile, sia a livello nazionale che regionale e locale. L'apertura dell’azienda ad una piattaforma condivisa è il primo passo, ma bisogna spostare i lavoratori al centro delle proposte e delle soluzioni che Azienda e sindacati devono elaborare".














