Roberto Barbaruolo interviene per segnalare una notizia nata nella provincia di Savona ma che potrebbe avere interessanti risvolti anche nella Riviera dei Fiori.
"Caro Direttore, avevo sempre pensato che l’uso del termine “extracomunitario” avesse un che di assurdo che trascendeva qualsiasi ragionamento, anche perché non esiste più la Comunità Europea ma l’Unione Europea. Questo uso comunque non riguardava strettamente persone residenti in paesi extra-europei (non si riferiva per esempioi a Stati Uniti d’America , Canada, Australia, Emirati Arabi ) o europei ma non appartenenti all’Unione Europea (Svizzera e Norvegia per esempio) . Succedeva che extracomunitario veniva definito un tunisino, senegalese, un peruviano, un cingalese, un pakistano , ma anche un rumeno o un bulgaro (questi ultimi due invece appartenenti all’Unione Europea). Per fortuna tale assurdità deve essere apparsa anche al procuratore capo di Savona Francantonio Granero a quanto leggo su vari quotidiani ha emesso una circolare che invita la polizia giudiziaria a sostituire nei verbali il termine “extracomunitario” con “cittadino straniero”. Se si vuole combattere il crimine occorre anche una terminologia professionale non mutuata dal pregiudizio. Qui nel ponente siamo confinanti con la Francia e diversi spacciatori sono sì di origine magrebina ma spesso cittadini francesi. Vanno perseguiti allo stesso modo degli italiani appartenenti alla criminalità organizzata che a più alto livello inquinano la vita civile di questa provincia".
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